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Legambiente: La transizione ecologica del trasporto ferroviario è troppo lenta

Pendolaria 2023: “Non esiste opera faraonica inutile come Ponte Stretto”

La cosa più importante per il trasporto ferroviario sono i continui ritardi infrastrutturali, i treni poco frequenti, le linee a binario unico, il lento recupero delle linee ferroviarie interrotte, chiuse e abbandonate e le risorse economiche insufficienti, che hanno avuto un grave impatto sul trasporto ferroviario.

È quanto condanna Legambiente in un nuovo rapporto Pendolaria 2023, che valuta il trasporto ferroviario in Italia – in ritardo rispetto ad altri Paesi europei – e analizza il presente e il futuro del settore.

Persistono le differenze nelle aree del Paese e a pagarne lo scotto è soprattutto il Mezzogiorno, dove circolano meno treni, i convogli sono più vecchi – con un`età media di 18,5 anni, in calo rispetto a 19,2 del 2020 ma molto più elevata degli 11,9 anni di quelli del nord – e viaggiano su linee in larga parte a binario unico e non elettrificate.

Sul fronte investimenti, negli undici anni dal 2010 al 2020, sono stati fatti più investimenti sulle infrastrutture per il trasporto su gomma che su ferro. Stando ai dati del Conto nazionale trasporti, dal 2010 al 2020 sono stati realizzati 310 km di autostrade, a cui si aggiungono migliaia di chilometri di strade nazionali, a fronte di 91 chilometri di metropolitane e 63 km di tranvie. Oltre a questi dati, Legambiente nel rapporto Pendolaria 2023 torna anche con la classifica delle 10 linee peggiori d`Italia.

Per questo per Legambiente è fondamentale che il tema dei pendolari e del trasporto su ferro diventi davvero una priorità per il governo Meloni, prevedendo maggiori risorse economiche pari a 500 milioni l`anno per rafforzare il servizio ferroviario regionale (per acquisto e revamping dei treni) e 1,5 miliardi l`anno per realizzare linee metropolitane e linee suburbane.

L`Italia ha bisogno di aumentare sensibilmente il numero di passeggeri che viaggiano in metro e in treno, se vuole migliorare anche la qualità dell`aria e ridurre le emissioni di CO2 come previsto dall`Accordo di Parigi. Per questo è fondamentale invertire la rotta e puntare su importanti investimenti per la “cura del ferro” del nostro Paese, smettendola di rincorrere inutili opere come il Ponte sullo Stretto di Messina.

Giovanni Lombardi Stronati

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