martedì, Luglio 16, 2024

News e Investimenti

Breaking News

Ucraina, Vance: “Se vincerà,...

(Adnkronos) - Se Donald Trump vincerà le elezioni, negozierà con la Russia...

Elon Musk pronto a...

(Adnkronos) - Il Ceo di Tesla, Elon Musk intenderebbe versare 45 milioni...

Ventimiglia, frustate ai migranti...

(Adnkronos) - Gli urla di scendere e li prende a frustate. Così...

Omicidio Pierina Paganelli, fermato...

(Adnkronos) - Fermato per l'omicidio di Pierina Paganelli il vicino di casa...
HomeAttualitàUn QR code...

Un QR code per superare, nel mondo creditizio, le provvigioni a nero

Verna (Finvera): Nasce la tecnologia porta a porta

Roma, 22 mar. (askanews) – Un fenomeno tutto italiano permette a chi non è iscritto negli apposti albi di fare da intermediario e ricevere in contanti la ricompensa per la propria attività. Dai professionisti del settore, una proposta che, affidandosi a un semplice telefonino, permette di abbattere l’ostacolo e garantire il consumatore finale. Nel rispetto delle norme vigenti

Un Qr code per combattere provvigioni ricevute sottobanco. I Mediatori creditizi e gli Agenti in attività finanziaria devono, per svolgere la propria attività, essere iscritti in un apposito albo, ma un fenomeno tutto italiano supera l’ostacolo e permette a chiunque di poter segnalare un cliente per un prestito o una cessione del quinto e percepire, a nero, la percentuale pattuita: “Accade spesso – spiega Alfredo Verna, Ceo di Finvera – che ci si improvvisa in un ruolo che invece deve esser svolto secondo una ben precisa etica professionale. L’Oam, l’Organismo competente in via esclusiva e autonoma per la gestione degli elenchi degli Agenti in attività finanziaria e dei Mediatori creditizi, nasce proprio con questo obiettivo: affidare a persone preparate e con regole rigide un lavoro che, sotto diversi aspetti, è delicato. Purtroppo, però, la realtà è un’altra”.

La realtà, quella che si vive ogni giorno, fotografa invece un modus operandi decisamente diverso: “Si vedono spesso in diversi contesti – dice ancora Verna – punti di aggregazione sociale ed economica che fanno da back office per raccogliere i desiderata di persone in cerca di liquidità. Per questo ho pensato che affidarsi alla tecnologia potesse superare il problema. Come? Nelle mie locandine ho inserito un Qr code che permette a chi ne avesse bisogno di aprire in automatico, con un semplice telefonino, un modulo da riempire per chiedere il finanziamento. Ma non solo. Sempre attraverso l’utilizzo del Qr code, grazie all’ausilio di una società specializzata come la Ubigle, abbiamo sviluppato un sistema di realtà aumentata consente di comprendere ancor più facilmente la procedura da eseguire. Infine, il Qr code, è dotato di codice alfanumerico che permette di riconoscere l’origine del lead. Questo permette, se il contratto dovesse andare a buon fine, di pagare la pubblicità a chi quel lead lo ha prodotto. Denaro sul quale poi si pagheranno regolarmente le tasse”.

Una sorta di porta a porta tecnologico che, da un lato, garantisce la qualità professionale e, dall’altro, il rispetto delle norme vigenti: “Pagare la pubblicità a esito positivo -afferma Verna- e rinnovare ogni due mesi il rapporto in base al flusso prodotto, permette al consumatore finale di poter affidarsi a persone che, essendo iscritte all’Oam, hanno la sensibilità adatta e la professionalità richiesta. Ma non solo: il metodo che adotto ha il pregio di azzerare quel fenomeno, tutto italiano, che si basa appunto su provvigioni non dichiarate e saldate in contanti, con tutte le conseguenze del caso. Fenomeno peraltro che, in molti casi, si annida in centri di aggregazione che nascono invece per tutelare i diritti. Un controsenso”.

La tecnologia, dunque, ma non solo. Il nero lo si può combattere anche in altri modi: “Sono del parere -sostiene Verna- che si debba trovare una soluzione per poter affrontare e superare questa situazione diffusa e scarsamente corretta. Sono in tanti, per la loro attività, a ricevere e trattare i dati sensibili delle persone. Penso, ad esempio, ai Caf e ai Patronati che, lavorando sull’Isee o sulla la Dichiarazione dei redditi, sanno tutto di chi a loro si rivolge. Penso ancora agli Agenti immobiliari che, occupandosi della compravendita di appartamenti, spesso accompagnano gli acquirenti in banca per la concessione dei mutui. Mi chiedo allora perché non ufficializzare quello che in realtà già viene fatto, perché non dare loro la possibilità, dopo aver seguito corsi appositamente studiati, di segnalare, senza dover ricorrere a sotterfugi e con la necessaria professionalità, i propri clienti agli esperti del credito. Ecco, penso che su questo tema si debba avviare una riflessione seria e accurata. Una volta per tutte”.

Correlati

“Dieci milioni di italiani soffrono di occhio secco: casi in aumento tra minori per esposizione a smartphone e tablet”

“Si stima che più di dieci milioni di persone (un italiano su cinque) abbiano sofferto di disturbi oculari riconducibili all’occhio secco (Dry Eye), un disagio vissuto come una vera e propria patologia, al pari dei dolori di una angina...

Innovation Village 2024, l’8 e 9 maggio a Napoli tra sostenibilità, AI e le opportunità per le imprese

Promuovere lo scambio di fabbisogni, idee e conoscenze e co-progettare soluzioni tecnologiche innovative e funzionali attraverso la creazione di circuiti collaborativi fra ricerca e imprese è l’obiettivo di Innovation Village 2024, il network di riferimento del Mezzogiorno in ambito...

Professioni, nel 2023 dall’Odcec Roma quasi mille ore di formazione gratuita in aula

“Il Consiglio dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Roma ha confermato, anche nel 2023, il proprio impegno nel campo della formazione, offrendo in un anno quasi 1000 ore di formazione in aula gratuita agli iscritti (993)....