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Ucraina, un anno di guerra: il punto del Gen. Leonardo Tricarico

“Arsenali logori, quelle di Putin dichiarazioni gonfiate”

Roma, 23 feb. (askanews) – “Putin è in una condizione in cui non può conquistare neanche poche decine di metri, ecco, siamo in una sorta di stallo prolungato”.

Supercaccia da combattimento di 5^ generazione Sukhoi Su-57, droni, navi, moderni carri armati T-14, missili a lungo raggio. Quello messo in campo dalla Russia nella guerra contro l’Ucraina è un arsenale di prim’ordine, abbastanza per annientare una piccola nazione come l’Ucraina in pochi giorni. Eppure, a un anno esatto dall’invasione e dopo migliaia di morti – dall’una e dall’altra parte – la guerra è tutt’altro che vicina alla fine.

Per capire cosa stia realmente accadendo, askanews ha fatto il punto con il Generale Leonardo Tricarico, già Capo di stato Maggiore dell’Aeronautica Militare e presidente della fondazione ICSA (Intelligence, Culture and Strategic Analysis).

“Una delle conclusioni, a consuntivo di un anno di guerra è quella che la capacità militare di Putin era stata largamente sovrastimata, anche dagli esperti – ha spiegato – e non solo quella di Putin ma anche quella dello strumento militare uscito dall’Unione Sovietica. Quindi, in questo contesto, si colloca la sua capacità odierna. Basti pensare che spendono per la Difesa poco più di quello che spende l’Italia; non possono essere arsenali né molto vasti né, soprattutto, molto avanzati cronologicamente. Quindi erano gonfiate sia le dichiarazioni di Putin sia la stima che ne avevamo fatto. Gli arsenali sono molto logori, sono logori soprattutto dimensionalmente. Però c’è una differenza, la Russia consuma molto di più di quanto non possa generare o reperire sul mercato ed evidentemente questo porta a uno spegnimento graduale di tutte le sue capacità di colpire. Mentre l’Ucraina, pur essendo nelle stesse condizioni, gode del supporto di una comunità internazionale molto ben attrezzata che la può sostenere fino alla fine abbiamo sentito dire”.

L’approvviggianamento di armi è un tema di forte attualità, soprattutto per la componente aerea che Putin non sembra aver saputo sfruttare al meglio, mentre Zelensky – dal canto suo – continua a chiedere nuovi caccia all’occidente, gli F-16 certo ma qualcuno ha ventilato anche l’ipotesi degli AMX italiani.

“I russi – ha continuato Tricarico – sì possiedono armamento di precisione ossia il kit per poter usare l’armamento in maniera precisa però, evidentemente, non ne hanno in quantità sufficiente perché abbiamo visto la componente aerea impiegata come noi facevamo… cinquant’anni fa forse. Proporre o dare addirittura gli AMX a Zelensky significherebbe buttare sabbia negli ingranaggi della sua macchina bellica. Perché ce li hanno solo gli italiani e, forse, dei brasiliani ne è rimasto qualcuno. Sono in quantità piuttosto limitata e quindi Zelensky dovrebbe fare questo sforzo di preparazione, di addestramento e di logistica comunque molto grande per avere un risultato molto piccolo in termini dimensionali e anche qualitativi”.

Resta un ultimo interrogativo: come e quando finirà questa guerra?

“Probabilmente, per sfinimento, ci sarà un cessate il fuoco costretto dai fatti e uno scorrere carsico di questa guerra che poi potrà riemergere in un altro momento, com’è successo praticamente dal 2014 ad oggi con Minsk – ha concluso il Generale – è necessario che si prenda atto di questo e che s’individui un punto mediano al quale far finire la guerra. In questo la Comunità internazionale non ha fatto molto anzi non h fatto niente. In questo senso si dovrà attivare una concertazione vera per capire se riusciamo, tutti insieme, a immaginare uno status finale dell’Ucraina e dei suoi territori”.

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