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Turchia, a 10 settimane da elezioni fronte opposizione si spezza

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Secondo partito coalizione non sostiene candidatura presidente CHP

Roma, 3 mar. (askanews) – L’alleanza di sei partiti di opposizione turchi, formatasi in vista delle elezioni del 14 maggio, si è divisa già oggi sulla scelta di un candidato comune per affrontare il capo di stato uscente Recep Tayyip Erdogan alle urne.

La fondatrice e presidente del partito IYI, il Buon Partito, Meral Aksener, ha rifiutato di sostenere la candidatura di Kemal Kilicdaroglu, il leader del Partito Popolare Repubblicano, il CHP, la principale formazione di questa piattaforma, scelto da cinque dei sei partiti. Il Buon Partito è la seconda formazione più importante dell’alleanza.

In un discorso televisivo, Aksener ha ritenuto che la scelta di Kilicdaroglu, che dovrà essere ufficializzata lunedì, sia il risultato di “piccoli calcoli” contrari all’interesse generale della Turchia. “Da ieri la Tavola dei Sei (il soprannome dell’alleanza, ndr) ha perso la sua capacità di riflettere la volontà della nazione”, ha detto la leader. “Questa alleanza non è più una piattaforma di buon senso dove discutere di potenziali candidati: è diventata uno studio di notai che lavora sull’approvazione di un singolo candidato”, ha denunciato.

Meral Aksener ha invitato i sindaci di Istanbul e Ankara, Ekrem Imamoglu e Mansur Yavas, entrambi membri e popolari politici del CHP, a candidarsi. “La nostra nazione vi ama, la nostra nazione vi vuole”, ha detto dopo un incontro con i dirigenti del suo partito. Pur sostenendo il “suo presidente” Kiliçdaroglu, Yavas si è detto pronto al suo “dovere” se l’alleanza glielo chiedesse. Imamoglu ha chiaramente espresso il suo sostegno alla candidatura del presidente del CHP.

Il presidente Erdogan, al potere da vent’anni e candidato alla propria successione, ha annunciato che le elezioni presidenziali e legislative si svolgeranno il 14 maggio nonostante il terremoto del 6 febbraio. Nei giorni scorsi era emersa la possibilità che potessero slittare al 2024.

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