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Trasformazione digitale, la rivoluzione è partita anche in Italia

Business da 251 miliardi. Il 23 marzo a Milano primo evento internazionale su Digital Adoption

Roma, 16 mar. (askanews) – “Anche in Italia è in atto la nuova rivoluzione industriale: la trasformazione digitale. Nord e sud viaggiano a velocità diverse. Il PNRR può colmare questo gap geografico ma serve superare alcuni limiti strutturali come la frammentazione amministrativa ed il divario in termini competenze”. Lo afferma Andrea Rubei, Ceo di MyMeta, una start up nata tre anni fa con un team che vanta lunghissima esperienza in questo ambito. MyMeta ha organizzato a Milano, il 23 marzo prossimo, il primo evento internazionale completamente dedicato alla DIGITAL ADOPTION al quale parteciperanno oltre ottanta aziende italiane e non solo che faranno il punto sulla digitalizzazione.

I numeri della trasformazione digitale parlano chiaro: uno studio condotto da IDC evidenzia come la digital transformation potrebbe generare un valore aggiunto di 251 miliardi di euro per l’economia italiana entro il 2024, grazie alla crescita delle attività digitali delle imprese e alla creazione di nuovi prodotti e servizi digitali.

“Un processo inesorabile che sta avendo un impatto profondo sulla società, l’economia e la tecnologia per migliorare la competitività e la sostenibilità dell’organizzazione nel lungo termine, in un mondo sempre più digitale e interconnesso – aggiunge Rubei, la cui azienda occupa un osservatorio privilegiato in termini di Digital Adoption – La Digital Adoption è una componente essenziale della digital transformation, in quanto consente alle organizzazioni di mettere in pratica le nuove strategie e i nuovi processi abilitati dalle tecnologie digitali. In particolare, il cloud computing è uno dei fattori chiave in quanto consente alle aziende di gestire e archiviare grandi quantità di dati in modo efficiente, di migliorare l’accesso ai dati e di ridurre i costi. Inoltre, l’adozione del cloud computing da parte delle imprese italiane potrebbe generare un valore aggiunto di 7,4 miliardi di euro entro il 2024. Il cloud computing tende però a spingere verso una standardizzazione dei processi aziendali, perdendo la possibilitá di personalizzare sulle esigenze specifiche dell’azienda o dell’utente. La Digital Transformation non può realizzarsi pienamente se l’utente non viene messo al centro. Ció vuol dire rendere la trasformazione rilevante per l’utente e metterlo in grado di governare le nuove tecnologie apprendendo gli skills necessari”.

“MyMeta ha sviluppato una piattaforma di adozione digitale che consente alle Organizzazioni di creare un’esperienza migliore e personalizzata per ogni utente, permettendo una formazione contestuale ed un uso immediato e massivo delle nuove tecnologie per garantire il ROI di ogni investimento tecnologico, aiutando i dirigenti a far crescere le loro aziende e ad ogni Process Owner di semplificare i propri processi”, aggiunge Rubei.

“L’Italia ha maggiori difficoltà nella digital transformation a causa di una infrastruttura digitale ancora in fase di sviluppo rispetto ai suoi omologhi europei – spiega il Ceo di MyMeta – Ad esempio, molte aziende italiane hanno ancora una gestione manuale dei processi, piuttosto che automatizzati tramite l’uso di tecnologie digitali. Rispetto a Paesi come gli Usa e la Cina, che da anni investono in innovazione, in tecnologia e in infrastrutture l’Italia ha ancora molte aree in cui la digital transformation è limitata. Purtroppo ci sono ancora regioni ed aree che viaggiano a ritmi diversi con il nord ed il centro che guidano in termini di investimenti in tecnologie ICT e digitali. Resta forte il gap nord sud sia in termini di competenze digitali, utilizzo e disponibilità dei servizi internet. Detto questo, l’Italia ha notevoli eccellenze in tutte le regioni, ma manca ancora di ‘consistenza’ che renda queste eccellenze parte di un sistema e non delle eccezioni”.

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