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Renzi dice che “‘Italia Viva’ è più viva che mai, Borghi non sarà l’ultimo ad arrivare”

Serve all’Italia, alternativa a sovranismo e populismo

Roma, 26 apr. (askanews) – “Lo spazio del Terzo polo sembra esaurisi invece è più grande di prima, è un effetto fisarmonica. Io sono convinto che il Terzo polo abbia spazio indipendentemente da noi, questo spazio c’è”. Lo dice Matteo Renzi nella conferenza stampa al Senato per annunciare l’ingresso di Enrico Borghi in Italia viva.

“Quando le strade si reincrociano è sempre un momento bello, nella convinzione che la politica è ideale, è progetto politico, è scelta, e ci vuole tanto coraggio nel lasciare la casa in cui si sta, questo è stato il gesto di Borghi” ha detto Renzi annunciando l’adesione dell’ex Pd Enrico Borghi in Italia viva insieme alla capogruppo Raffaella Paita. “C’è una dimensione profondamente politica nella scelta di Enrico – ha aggiunto il leader di Iv – e tutto quello che abbiamo in testa di fare è quello di cui ha parlato oggi Enrico in una intervista, a cominciare dalla citazione morotea dei diritti e doveri, e del riformismo per cambiare le cose”.

“Il 25 febbraio il Pd ha fatto una mutazione genetica, che va rispettata, ma bisogna prendere atto che non risponde più all’originaria pulsione che portò tanti di noi a pensare che quel progetto potesse essere il partito del nuovo secolo, l’idea dell’incontro, della fusione tra i vari riformismi” ha detto Borghi, in conferenza stampa con Matteo Renzi e Raffaella Paita. “C’è il rischio della merkelizzazione di Meloni con un Pd che si sposta su posizioni più radicali, credo il paese abbia bisogno di qualcosa di diverso rispetto a un derby tra una destra che fatica a farsi conservatrice e una sinistra identitaria”, osserva il parlamentare, per il quale il Terzo polo rappresenta “il moderatismo, con i popolari del cattolicesimo democratico, quelle famiglie e quelle culture politiche che non si rassegnano all’idea della reductio a due della dialettica, singolare curioso che queste famiglie siano organizzate in tutta Europa tranne che in Italia”.

“Il progetto del Terzo polo con Borghi è più credibile, quindi l’Italia è messa meglio di prima perchè il Terzo polo serve all’Italia non a noi, per dare un’alternativa a sovranisti e populisti”, ha aggiunto Matteo Renzi.

“Bisogna ve ne facciate una ragione: tutte le volte che pensate Italia viva non sia più viva siamo più vivi di prima, siamo sempre qua, con persone che non hanno paura di giocare in politica. Ci sono 4 anni da qui alle politiche, fino al 2027 faremo politica… non possiamo dire chi sarà il prossimo ma Borghi non sarà l’ultimo da nessun punto di vista”. Renzi ha ricordato che nel Pd esiste un “tema politico, che esploda in due o sei mesi, in due anni o 4 anni, lo dirà la nostra capacità di fare politica, ma esiste ed è un macigno”.

“Il Pd ha fatto una scelta e bisogna rispettarla, ora il dilemma di Elly è: o lei è fedele al mandato ricevuto dalle primarie, allora sposta su alcuni temi il partito su una posizione massimalista, o se lei non lo fa perde la propria identità. Quindi il Pd vive un oggettivo travaglio che noi rispettiamo”.

“Il prossimo pezzo non lo perde Azione o Iv o il terzo polo, guardate che succede in Europa, nel Pd c’è una dinamica oggettiva, ma io non sto lavorando per questo” ha detto Renzi rispondendo a chi gli chiede se dopo Enrico Borghi ci saranno altri arrivi dal Pd ad Iv. “Non è finita qui per noi di accogliere altre realtà, ma non è finita neanche per il Pd”, ha aggiunto. “Noi non abbiamo rotto sulla federazione, non abbiamo rotto sul partito unico e non rompiamo sui gruppi, vogliamo lavorare con tutti i riformisti” ha detto Renzi rispondendo sul futuro dell’alleanza con Carlo Calenda nel Terzo polo. “Siamo convinti che non ci siano elementi politici per rompere, a fronte di attacchi personali la nostra risposta è stata zen – insiste il leader di Iv -, rimarco e rivendico il primato della politica e mi metto a disposizione: non sono alla ricerca di un ruolo per me, di esaltazione del mio nome, sono convinto che questo progetto serve al paese”. “Le nostre porte sono spalancate, non mettiamo veti noi, se qualcun’altro interrompe il lavoro comune si assume la responsabilità”, conclude Renzi annunciando che “la mia indisponibilità a giocare un ruolo di leadership in prima persona è finalizzata a far crescere persone di grande qualità”.

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