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Olio evo, Confagricoltura e Carapelli: da accordo di filiera 25 mln valore

Rinnovata intesa che ha coinvolto centinaia di azienda olivicole dal 2018

Milano, 14 feb. (askanews) – E’ di circa 25 milioni di euro il valore al consumo dell’olio prodotto grazie all’accordo di filiera siglato nel 2018 tra Confagricoltura e Carapelli Firenze. Centinaia le aziende olivicole coinvolte in questi cinque anni di attività che, a detta degli attori della filiera, non sono stati privi di difficoltà. Ma oggi il bilancio è giudicato più che positivo e l’accordo è stato rinnovato per “reciproca soddisfazione” delle parti.

Dei benefici e delle potenzialità generate da iniziative come questa per la promozione della filiera dell’olio extravergine di oliva si è discusso in occasione del convegno “Olio di oliva: impresa, sostenibilità, mercati”, alla presenza del mondo olivicolo e delle istituzioni nazionali ed europee oltre che di Confagricoltura e Carapelli Firenze, oggi parte della multinazionale spagnola Deoleo.

L’accordo nacque nel 2018 con l’obiettivo di contribuire a stabilizzare il mercato e restituire valore a entrambe le parti, quella agricola e quella industriale, garantendo al consumatore un prodotto di qualità, tracciato e sostenibile. E la tavola rotonda al centro del convegno è stata l’occasione per i protagonisti dell’accordo di illustrare le opportunità che ha generato per tutti gli attori della filiera produttiva aderenti, a partire dalle aziende agricole, alle organizzazioni di produttori (OP) e alle associazioni di organizzazioni di produttori (AOP) ai frantoi, fino all’industria.

“Carapelli Firenze crede molto nelle alleanze tra parte agricola e parte industriale ed è proprio attraverso accordi di filiera come questo che riteniamo di poter creare un futuro sostenibile al settore – ha sottolineato – Ignacio Silva, presidente del gruppo Deoleo – Noi siamo l’anello di congiunzione tra il consumatore e il produttore agricolo e per noi sostenibilità è garantire valore sia al consumatore che all’olivicoltore ed in questo contesto è anche valorizzare il made in Italy”.

“L’accordo – ha spiegato Anna Cane, scientific & public affairs director di Carapelli Firenze – nasceva dall’esigenza di trovare un nuovo modo di lavorare tra Carapelli Firenze e il mondo della produzione, che generasse vantaggi ad entrambe le parti, con l’obiettivo primario di stabilizzare, in ottica pluriennale, il prezzo di mercato, sempre soggetto a forte volatilità”. L’accordo ha riguardato sia “aspetti economici (una premialità sul prezzo di mercato e l’impegno di acquisto da parte di Carapelli), sia aspetti qualitativi che aspetti logistici (necessità di maggiore aggregazione del prodotto con sistemi logistici che proteggano la qualità) e una tracciabilità certificata sia in termini di provenienza che di cultivar/nuove tecnologie per la tracciabilità oltre alla certificazione di sostenibilità secondo un protocollo aziendale molto rigido verificato e certificato da Interteck”.

Nel suo intervento conclusivo, Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura, ha subito messo in chiaro che “il fatto che Doleo sia un gruppo spagnolo non mi interessa perchè non esistono blocchi in Europa, mi interessa che si promuova il prodotto italiano in Europa e a livello internazionale, ed è quello che facciamo con questo accordo”. Giansanti ha colto l’occasione per parlare di un “progetto inter-mediterraneo intorno all’olio, che deve nascere intorno a quest’area. Oggi esiste una capacità che deve essere riportata a casa, noi oggi non produciamo l’olio che producevamo qualche anno fa, siamo condizionati dall’andamento metereologico quindi è il modello che deve cambiare. Come Confagricoltura con i nostri partner dobbiamo iniziare a ripensare a un nuovo modello soprattutto per affrontare col ministero il tema del piano olivicolo, di cui si parla da anni e che deve diventare realtà”.

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