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Milano, prorogata la mostra su Giulio Manfredi all’Ambrosiana

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Fino all’11 aprile 2023

Milano, 27 feb. (askanews) – Prosegue fino all’11 aprile 2023 la mostra “Gioielli di Giulio Manfredi celebrano Raffaello. Scuola di Luce” alla Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano, che vede il maestro di arte orafa Giulio Manfredi rendere omaggio al celebre Cartone di Raffaello, l’imponente disegno preparatorio per l’affresco vaticano della Scuola di Atene.

La mostra, realizzata con il Patrocinio del Ministero dei Beni Culturali, del Ministero dell’Interno e dal Ministero degli Esteri, curata da Alberto Rocca e Arnaldo Colasanti, presenta ventuno creazioni di arte orafa dedicate a ventuno personaggi del Cartone di Raffaello affiancati dai disegni preparatori, ricchi di geometrismi bramanteschi, che raccontano il momento progettuale.

Ciascuno dei ventuno lavori è dedicato a un concetto della scuola di Atene: Pitagora diventa una collana in oro e smeraldi dalla sottile tessitura geometrica in grado di rievocare il celebre teorema; Alcibiade è espresso da tre anelli dalle forme definite e adornati da fluide gocce di acquamarina e tormalina verde, in omaggio alla bellezza del condottiero; Eraclito si trasforma in un pendente in crisoprasio, turchese e lapislazzuli dalle dinamiche forme circolari e ogivali ispirate alle dimostrazioni geometriche; Socrate è una collana dall’apparenza semplice ed essenziale, ma su ogni elemento sono incastonati diamanti a stella; il discepolo vestito di bianco, simbolo dell’ideale della kalokagathía (bellezza e bontà), è rappresentato da orecchini in più varianti. E poi ancora, i Sofisti, Diogene, Zoroastro, Archimede…

I personaggi di Raffaello diventano presenze reali in un’installazione scenografica, diffusa in tutta la sala del Cartone. Non sono sculture, bensì proiezioni della luce: una vera e piena smaterializzazione del Cartone attraverso i fasci di luce colorata in movimento. Ciò che il visitatore vivrà sarà un’esperienza estetica e insieme estatica di piena integrazione dell’arte con la vita.

“Il Cartone ispira l’umano talento di chi ha in sé la capacità di lasciarsi provocare da tanta altera bellezza. La contemplazione del Cartone di Raffaello dell’Ambrosiana, mossa da un profondo senso di rispetto, ammirazione e stupore, ha ispirato Giulio Manfredi a voler porre in atto l’intrapresa audace di confrontarsi con uno dei massimi maestri del Rinascimento e dialogare con ‘l’un des plus beau desseins du monde’, come ebbe a esprimersi Pierre Gauthiez” afferma Mons. Alberto Rocca.

“Il riferimento a Raffaello è profondamente emotivo: appartiene alla commozione. L’artista vorrebbe donare agli uomini di oggi e di domani una speranza di rappacificazione: la certezza dell’idea contro l’aridità del mondo” dichiara Arnaldo Colasanti.

Quello che spinge Giulio Manfredi a ricreare in gioielli e pietre preziose il segreto abbagliante del capolavoro di Raffaello è un gesto di ammirazione e di amore. La ricerca di Giulio Manfredi, la consapevolezza con cui sperimenta la materia e la forma, sono la traccia di un sogno prezioso, in cui l’eredità dell’Umanesimo non è altro che lo sguardo rivolto verso bellezza nuova e contemporanea.

La Veneranda Biblioteca Ambrosiana sceglie l’opera del maestro Giulio Manfredi perché crede che il genio italiano sia sempre una vocazione alla ricerca e alla bellezza.

“Nel desiderio di stabilire una continuità quasi materica tra passato e presente, questa esposizione offre la possibilità di comprendere quale sia la profonda riflessione concettuale necessaria all’esecuzione materiale delle opere e dimostra quanto la scelta dei metalli e delle pietre sia frutto di uno studio meticoloso e appassionato” conclude Mons. Rocca.

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