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Loacker: nel 2022 fatturato tocca 418 mln trainato da Medio Oriente

Italia resta primo mercato seguita da Arabia Saudita, Usa e Israele

Milano, 27 feb. (askanews) – L’altoatesina Loacker ha chiuso il 2022 con un fatturato globale di 418 milioni, in crescita del 12% rispetto al 2021 e del 52% rispetto all’ultimo decennio, grazie ai traguardi raggiunti negli oltre 100 Paesi in cui è presente con filiali commerciali e partner di distribuzione.

Tra le regioni internazionali che più hanno inciso sui numeri del 2022, sottolinea una nota, c’è il Medio Oriente, che con 103,8 milioni di fatturato rappresenta una fetta molto importante del mercato estero (pesa il 25% circa sul fatturato totale) di Loacker. A completare il podio il Nord America con 43,6 milioni (10,4%), con numeri sempre più in crescita, e il Sud-est asiatico con 34,2 milioni (8,2%). Dei Paesi che hanno maggiormente contribuito al raggiungimento di questo fatturato globale primo rimane l’Italia, seguito da Arabia Saudita, Stati Uniti, Israele e infine Cina. Dati che in termini di prodotto si traducono in 10.595 tonnellate di farina utilizzate, più di un miliardo di unità prodotte e un totale di vendite globali per quasi 38.346 tonnellate.

“Siamo orgogliosi e lieti di condividere questi risultati – commenta Ulrich Zuenelli, executive chairman di Loacker – che sono il frutto dell’apporto quotidiano di ognuno degli oltre 1.000 collaboratori in tutto il mondo. I numeri del 2022 stanno a testimoniare che il grande lavoro che stiamo portando avanti sotto diversi punti di vista, non ultimo quello della sostenibilità, sia apprezzato da milioni di consumatori, e questo è un grandissimo stimolo per proseguire in questo percorso di evoluzione e innovazione. La nostra crescita vuole essere responsabile. Questo per noi è fare scelte sempre più buone e permettere alle persone di fare la loro scelta buona”.

Da tempo caratterizza l’azienda altoatesina sta portando avanti una strategia di sostenibilità che si concentra su cinque pilastri. Il principale, quello riguardante la filiera sostenibile, comprende oggi diversi progetti, in Italia e nel mondo, per stabilire standard per l’uso delle materie prime nell’ambito della responsabilità ecologica e sociale. Tra questi, il progetto noccioleti italiani, in Veneto, Umbria, Toscana e Marche; il Cocoa farming program, grazie al quale sostiene in collaborazione con Altromercato in Ecuador e Sucden e Agroforce in Costa d’Avorio gli agricoltori locali di cacao da cui si approvvigiona; il progetto del latte 100% alpino e prodotto da animali alimentati con mangimi non Ogm e infine il progetto della vaniglia Bourbon in Madagascar.

Tra gli altri pilastri la neutralità climatica, le misure intraprese per la sostenibilità dei packaging, progetti che mirano ad accrescere la circolarità dei materiali e la rimozione del packaging non necessario, la promozione della responsabilità sociale verso i collaboratori e le collaboratrici attraverso una cultura aziendale inclusiva e trasparente e, verso i fornitori attraverso relazioni durature e positive; ultima, la Mindful Indulgence, per la cura e il rispetto del nostro corpo e dell’ambiente. Anche grazie a questa strategia di sostenibilità Loacker è stata recentemente inserita nella classifica di Standard Ethics. Loacker è rientrata tra le sei aziende italiane pienamente sostenibili tra le 30 che costituiscono l’indice SE Food&Beverage Italian Sustainability Benchmark.

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