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Legacoop: “La cooperativa torni al centro dell’agenda del Paese”

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A Roma il Congresso nazionale

L’impresa cooperativa al centro dell’agenda politica del Paese: dignità del lavoro e servizi pubblici di qualità; superare i meccanismi di massimo ribasso delle gare, che scaricano i problemi su aziende e lavoratori.

Il presidente uscente, Mauro Lusetti, spiega le prospettive che in questa fase le associate si trovano di fronte: “Noi riteniamo che complessivamente l’economia può avere una sua tenuta anche nel 2023, viviamo nell’era dell’incertezza e della discontinuità su questo versante non abbiamo la possibilità come chiunque di fare delle pianificazioni di lungo periodo, però nel breve vediamo che c’è una grande volontà da parte delle nostre cooperative di riprendere un percorso di crescita, attraverso l’innovazione, attraverso gli investimenti e attraverso lo sviluppo di nuova occupazione e nuova cooperazione delle parti del Paese”.

“E io – ha aggiunto il ministro del Lavoro Marina Calderone – guardo al mondo della cooperazione, intesa anche come impresa sociale, impresa che in questo senso può darci un importante e utile supporto in tutte quelle strategie territoriali in cui la prossimità deve essere accompagnata anche da una solidarietà diffusa che, attraverso la cooperazione, poi diventa qualcosa di strutturato di importante”.

Il Congresso nazionale segna anche il passaggio di consegne alla guida di Legacoop, per cui il candidato unico è Simone Gamberini: “Oggi non c’è fiducia nel rapporto fra pubblico e privato nella gestione di servizi e questo ha generato un sistema che ha scaricato, in realtà, i risparmi dello Stato sui lavoratori delle nostre Cooperative”.

“Noi abbiamo bisogno di riscrivere quello schema di dire no agli appalti al massimo ribasso, che purtroppo caratterizzano oggi, più o meno mascherati, la maggior parte dell’organizzazione degli appalti dei servizi nel nostro Paese”.

Giovanni Lombardi Stronati

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