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In Italia mille aziende biodinamiche, Demeter: “Viviamo con l’export”

Presidente Amico ad askanews: in Italia pochi consumatori consapevoli

Milano, 13 mar. (askanews) – L’anno prossimo l’agricoltura biodinamica compirà cento anni. Sarà infatti passato un secolo da quando Rudolf Steiner fornì in un ciclo di conferenze una serie di “impulsi scientifico-spirituali” e pratiche dettagliate per raggiungere “le giuste condizioni affinché l’agricoltura possa prosperare”, evitando “il degradarsi del terreno e permettere una sana alimentazione”, con l’obiettivo non indifferente di “rendere possibile la continuazione fisica della vita umana sulla Terra”. Correva appunto l’anno 1924 e il fondatore dell’antroposofia poneva, con la sua visione, le basi per contrastare la deriva dell’agricoltura industriale, con lo sfruttamento intensivo e l’utilizzo dei composti chimici. Cinque anni più tardi, gli agricoltori che avevano fatto loro queste pratiche, si erano uniti in un’associazione creando il marchio Demeter, ispirato alla dea greca della fertilità e della terra, Demetra.

Oggi Demeter Italia è un’associazione privata che riunisce non soltanto produttori ma anche allevatori, trasformatori e distributori di prodotti agricoli, alimentari e cosmetici biodinamici. In totale un migliaio di aziende sparse su tutto il territorio nazionale, tra cui circa 600 agricoltori e poco meno di 200 viticoltori. Per essere associate, le aziende devono prima essere certificate biologiche secondo il sistema europeo.

Fondata nel 1985 a Parma e affiliata alla Biodynamic Federation Demeter International (BFDI) con sede a Darmstadt, in Germania, Demeter Italia è oggi presieduta da Enrico Amico, titolare della “Amico Bio”, un’importante azienda ortufrutticola di Capua (Caserta) al cui interno, tra le tante cose, ha aperto anche un asilo steineriano. Askanews lo ha intervistato per fare il punto sul biodinamico e sull’associazione.

“L’agricoltore biodinamico ha innanzitutto un approccio attivo e responsabile, e un metodo di lavoro sostenibile in sintonia con l’ambiente, rispettoso della vitalità del terreno e della diversità delle specie vegetali e animali, con l’obiettivo di coltivare prodotti sani e genuini, in armonia con le stagioni e con la natura” esordisce Amico, sottolineando che “oggi Demeter Italia sente ancora di più la responsabilità di affermare questo metodo e di farlo conoscere perché in questo momento è ancor più forte lo strapotere dell’agricoltura industriale”.

Ricordando che questo tipo di agricoltura “è stata un po’ l’antesignana del movimento ecologista mondiale, che si è sviluppato qualche decennio dopo”, il presidente precisa che “alla base della biodinamica c’è un profondo desiderio di giustizia sociale, rispetto e responsabilità nei confronti del mondo e delle generazioni future”. “E’ un’agricoltura per certi versi tradizionale e per certi versi innovativa, oggi fortemente attuale” continua, aggiungendo che “attraverso Demeter e la conoscenza di questi principi, vorremmo far sì che le nostre aziende siano poi un esempio e un modello per tante altre, che possono così passare ad una agroecologia amica dell’ambiente”.

Le associazioni Demeter nel mondo sono 44, con la Germania che storicamente fa la parte del leone, con cinquemila aziende associate, e il Centro-Nord Europa che ha tradizionalmente il mercato più sensibile. “Il nostro è un marchio di qualità che certifica le produzioni attraverso una squadra interna di oltre 20 ispettori che effettuano controlli in campagna, così come nelle industrie di trasformazione e persino sui banchi di vendita” precisa Amico, ricordando che “si tratta di controlli aggiuntivi che si sommano a quelli fatti per legge nelle aziende certificate biologiche”.

“Le nostre aziende associate hanno una media di una cinquantina di ettari, quasi cinque volte la media nazionale” spiega l’imprenditore campano, evidenziando però come nel caso di “Cascine Orsine si superino i mille ettari, e in quello di Fattoria La Vialla i 1.400”. La prima, è stata fondata nel Parco del Ticino (Pavia) da Giulia Maria Crespi, ed è completamente biodinamica dal 1976, mentre la seconda, fondata nel 1978, è la più grande azienda agricola biodinamica in Europa e ha la sua sede centrale a Castiglion Fibocchi (Arezzo).

La caratteristica che però accumuna la maggior parte delle aziende Demeter è che buona parte del fatturato, se non addirittura tutto, viene principalmente dall’export così come succede per il biologico: l’Italia è il primo produttore d’Europa ma uno degli ultimi mercati. “E’ un cane che si morde la coda: il mercato italiano recepisce poco, i prezzi sono così sempre alti (+10-15% sul bio, +30-35% sul tradizionale) e quindi si cercano sbocchi all’estero, dove il mercato risponde bene e quindi si continua ad andare in quella direzione e non si crea un mercato interno” spiega il presidente, sottolineando che “è necessario far crescere nel consumatore la consapevolezza dei principi fondanti la biodinamica e da lì costruire la domanda, come è successo in Germania”. “Lì il prodotto Demeter è entrato nei supermercati non perché la Gdo avesse deciso di imporlo ai consumatori, ma perché i consumatori hanno chiesto quel tipo di prodotti – continua – tanto che inizialmente i supermercati si sono trovati spiazzati perché per i loro numeri e la loro logistica non sapevano dove andare a rifornirsi”. “Noi abbiamo bisogno di un consumatore consapevole – chiosa Amico – quello che non ti abbandona perché la sua scelta di acquisto non è dettata dalla moda”.

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