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Coltivare sulla Luna con fertilizzanti ricavati dalla regolite

Il progetto guidato dalla norvegese Solsys Mining finanziato da Esa

Roma, 22 feb. (askanews) – Prima o poi, i coloni sulla Luna dovranno diventare agricoltori. Un nuovo progetto Esa Discovery guidato dalla norvegese Solsys Mining sta esaminando il trattamento del suolo lunare per creare fertilizzanti per le piante in crescita.

La buona notizia – evidenzia l’Agenzia spaziale europea – è che l’analisi dei campioni lunari riportati sulla Terra mostra che sono disponibili minerali essenziali sufficienti per la crescita delle piante, a parte i composti azotati. La cattiva notizia è che il suolo lunare (o ‘regolite’) si compatta in presenza di acqua, creando problemi per la germinazione delle piante e la crescita delle radici.

L’agricoltura idroponica offre quindi un’alternativa pratica. Questo tipo di agricoltura comporta l’alimentazione delle radici delle piante direttamente con acqua ricca di sostanze nutritive, senza la necessità di terra.

Il progetto “Enabling Lunar In-Situ Agriculture by Producing Fertilizer from Beneficiated Regolith”, guidato da Solsys Mining con l’Istituto geotecnico norvegese (NGI) e il Centro per la ricerca interdisciplinare nello spazio (CIRiS), prevede lo studio di una combinazione di processi meccanici, chimici e biologici per estrarre nutrienti minerali dalla regolite.

L’illustrazione fornita dall’Esa mostra come potrebbe presentarsi l’impianto: un’area per la selezione meccanica della regolite che viene fatta passare attraverso il modulo centrale per lavorazioni più avanzate, infine i nutrienti, una volta sciolti in acqua, vengono pompati nel giardino idroponico.

“Questo lavoro è essenziale per la futura esplorazione lunare a lungo termine”, commenta Malgorzata Holynska, ingegnere dei materiali e dei processi dell’ESA. Raggiungere una presenza sostenibile sulla Luna, spiega, comporterà l’utilizzo di risorse locali e l’accesso ai nutrienti presenti nella regolite lunare con il potenziale necessario per aiutare la coltivazione delle piante. Questo studio rappresenta un primo passo che apre la via a ricerche più dettagliate in futuro. Il team di Solsys Mining – conclude Esa – è ottimista, avendo già coltivato fagioli utilizzando regolite lunare simulata come fonte di nutrienti.

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