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Bri: non abbassare guardia su inflazione ma ok rallentare su tassi

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Borio: nulla di sbagliato nel moderare il ritmo della stretta

Roma, 27 feb. (askanews) – Giusto non “cantare vittoria” troppo presto nella lotta all’alta inflazione, ma giusta anche la cautela nel proseguire la manovra monetaria e nel valutare gli effetti delle strette già operate. Quindi “non c’è nulla di sbagliato” nel rallentare la dinamica sui rialzi dei tassi di interesse da parte delle banche centrali. È la valutazione del capo economista della Banca dei regolamenti internazionali, Claudio Borio durante la presentazione dell’ultima rassegna trimestrale dell’istituzione di Basilea.

“Le banche centrali sono state chiare nel dire che al momento la priorità e ottenere il risultato” in termini di ritorno dell’inflazione ai rispettivi valori obiettivo e “evitare di dichiarare vittoria troppo presto. Più persiste a lungo l’inflazione, maggiore è il suo impatto – ha ricordato Borio, capo del dipartimento monetario e economico della Bri -. Serve quindi un atteggiamento cauto che assicuri di non abbassare la guardia troppo presto: è appropriato”.

Nel frattempo “le politiche di bilancio devono mantenere la sostenibilità”, ha affermato durante un briefing con la stampa. Al tempo stesso “è chiara la cautela delle banche centrali che ora iniziano a valutare l’impatto sull’economia dei rialzi dei tassi di interesse già operati. E su questo fattore ci sta ancora incertezza. Qui la questione di fondo è che le banche centrali stanno diventando più dipendenti dall’andamento dei dati”.

Secondo Borio “non c’è nulla di sbagliato nel fatto che ora le banche centrali rallentino sui rialzi dei tassi, peraltro – ha osservato Borio – possono sempre riaccelerare le strette ove se fosse necessario”. Mentre sarebbe più difficile correggere la rotta se ci si accorgesse di essersi spinti troppo oltre. “Le banche centrali devono restare flessibili all’evolversi delle circostanze”.

Nello studio la Bri rileva che un inasprimento anche delle politiche prudenziali sul lato della vigilanza bancaria può essere opportuno durante le fasi di inasprimento delle politiche monetarie, per contenere le probabilità di tensioni finanziarie. E che in generale l’inasprimento monetario ha maggiori probabilità di creare tensioni finanziarie quando riguarda un contesto di elevati livelli di debiti nel settore privato o forti pressioni inflazionistiche.

L’istituzione, spesso chiamata Banca centrale delle banche centrali avverte inoltre che un quadro come quello attuale di contestuali prezzi elevati delle materie prime e forza del dollaro (la valuta con cui prevalentemente si scambiano queste merci) aumenta i rischi di “stagflazione”, cioè di una situazione di crescita economica a rilento o ferma e elevata inflazione.

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