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A Bologna la grande mostra su Beatrice Alemagna, “Cose Preziose”

La grande autrice italiana di Picture Book vive a Parigi

Roma, 28 feb. (askanews) – Le cose preziose. L’ostinata ricerca di Beatrice Alemagna è la monografica dedicata a Beatrice Alemagna, la più grande autrice italiana contemporanea di picture book, che la Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna promuove nei suoi spazi espositivi di Palazzo Paltroni dal 6 marzo al 26 aprile. Un riconoscimento dovuto che la città di Bologna, dove Alemagna è nata nel 1973 e che poi ha lasciato per Parigi, dedica all’artista di fama internazionale: mercoledì 7 marzo alle 18 in programma un evento speciale, con Alemagna che incontrerà il pubblico in mostra.

Curata da Hamelin con il sostegno di Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e la collaborazione di Bologna Children’s Book Fair, la mostra si candida ad essere uno degli eventi principali della 60ma edizione della Fiera del Libro per Ragazzi e il main event di BOOM! Crescere nei libri, il festival diffuso promosso dal Comune di Bologna e BolognaFiere e curato dal Settore Biblioteche e Welfare culturale e da Hamelin nell’ambito del Patto per la Lettura Bologna, che ogni anno porta in città le eccellenze dell’illustrazione e della letteratura per ragazzi mondiale.

L’esposizione, realizzata insieme ad Alemagna dopo un meticoloso lavoro di ricerca, presenta oltre 200 opere dell’artista percorrendone l’intera carriera. Quello della ricerca, a partire dal titolo, è uno dei fili rossi che attraversa tutta l’esposizione e diventa visibile grazie a un significativo corpus di bellissimi materiali inediti – schizzi, bozzetti, grandi disegni e taccuini – dove il flusso creativo dell’autrice prende la sua prima forma dando modo ai i visitatori di entrare per la prima volta, letteralmente, nella “officina” Alemagna.

Questo è il modo migliore per fare diretta esperienza di un’altra insopprimibile caratteristica dell’artista: quella di non potersi mai fermare ai risultati raggiunti, nonostante il successo e la riconoscibilità, e di procedere instancabilmente verso nuove, mete, nuove tecniche, nuove forme di rappresentazione, nuovi soggetti da raccontare. Addio Biancaneve (Topipittori), uno degli ultimi lavori, lo testimonia con forza: qui Alemagna si spinge audacemente verso la pittura, raccontando la fiaba che tutti conosciamo dal punto di vista della matrigna e soprattutto forzando le immagini verso una violenza espressionista e una dissoluzione quasi organica delle forme davvero inedita e assolutamente coraggiosa. Questa torsione è in realtà un modo per rimanere fedele al nucleo oscuro di questa e della fiaba tutta e testimonianza di come essa sia capace di assorbire e fare proprie immagini e stili visivi diversissimi.

Il percorso espositivo non vuole seguire un ordine cronologico ma si concentra sui nodi più profondi della poetica dell’artista, del suo narrare per parole e immagini: la centralità degli spazi – della loro composizione, del loro significato narrativo, del rapporto che instaurano con i personaggi -, la rappresentazione dell’infanzia, la progressiva mutazione nell’approccio al racconto, la centralità degli oggetti costituiscono le diverse sezioni, senza dimenticare uno ampio spazio dedicato alla “sua” Biancaneve e a una serie di omaggi a grandi della storia dell’arte mai esposti prima.

Alemagna ha illustrato grandi firme della letteratura per l’infanzia e per adulti, da Guillaume Apollinaire ad Aldous Huxley, da Gianni Rodari ad Astrid Lindgren, da David Almond fino alla recente interpretazione de Il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry, ma è soprattutto come autrice completa che è stata accolta da un pubblico vastissimo, di “piccoli” e di “grandi”. Questo successo interessa latitudini e mercati lontanissimi, da quello europeo a quello statunitense fino ad arrivare alla Corea, ed è costellato di premi e riconoscimenti: interessante chiedersi i motivi di tale risultato, per immagini che hanno una loro stratificazione e complessità, memori delle lezioni dei grandi illustratori dei decenni passati e della pittura occidentale a cavallo tra Ottocento e Novecento.

Il segreto è nella sensibilità che l’autrice ha nel guardare prima, e rappresentare poi, l’infanzia, sentita sempre come altra, dotata di una “sua” precisa natura che a volte può diventare ostacolo e quasi una condanna (La bambina di vetro, Topipittori), altre volte esplode in una grottesca fisicità (Che cos’è un bambino, Topipittori), altre volte ancora diventa energia che ridà vitalità al mondo (Il disastrossimo disastro di Harold Snipperpott, Topipittiori). Questa antenna nel cogliere le espressioni, i corpi, i desideri di bambini e bambine ha portato al recente Al parco (Topipittori), bello e dolente nel mostrare un’infanzia ostinata a giocare, anche nel vuoto drammatico dei lockdown degli scorsi anni. Proprio questo libro, realizzato a quattro mani con la scrittrice svedese Sara Stridsberg, le è valso un premio ideato appositamente da Bologna Children’s Book Fair: The Extraordinary Award for an Extraordinary Artist il titolo del riconoscimento speciale allo straordinario talento di un’illustratrice che “ha saputo offrire una prova stupefacente di come l’arte possa dare rappresentazione a un intero periodo di crisi globale, quale la prolungata emergenza pandemica, attraverso uno stile allo stesso tempo poetico e illuminante, e senza alcuna retorica”.

Ad accompagnare la mostra Alfabeto Alemagna, un prezioso volume monografico curato sempre da Hamelin e inserito nella collana Topi Saggi edita da Topipittori: non semplicemente un catalogo ma un vero e proprio saggio monografico diviso in 22 voci – dalla A di Animali alla I di Identità alla T di Teatro, per citarne alcune – che guida il lettore e il visitatore della mostra nelle stratificazioni e nella complessità dell’opera dell’artista, grazie a un ricchissimo repertorio di immagini spesso inedite e agli interventi critici di Hamelin e di studiosi come Martino Negri, Sophie Van der Linden, Giovanna Zoboli.

Beatrice Alemagna sarà anche ospite di un incontro pubblico nell’Aula Magna dell’Accademia di Belle Arti di Bologna (via delle Belle Arti, 54) all’interno della serie di incontri che l’Accademia ospita durante i giorni della Fiera: giovedì 9 marzo alle ore 16.00 l’artista racconterà il suo percorso artistico, i dubbi e l’ostinazione che sempre l’attraversano, i temi e i modi del suo fare illustrazione.

Le cose preziose. L’ostinata ricerca di Beatrice Alemagna Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, via delle Donzelle, 2, Bologna Dal 6 marzo al 26 aprile 2023 Preview stampa: lunedì 6 marzo ore 10.00 Evento speciale alla presenza dell’artista: martedì 7 marzo ore 18.00 A cura di Hamelin Promossa da Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna Con il sostegno di Bologna Children’s Book Fair In collaborazione con Topipittori, Festival Gribouillis

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