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Zelensky a Davos duro con i leader europei: Europa debole perchè divisa

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Roma, 22 gen. (askanews) – Dal palco del Forum economico di Davos, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha duramente criticato i leader europei, accusandoli di immobilismo e di essere paralizzati di fronte a un mondo nuovo, molto più duro e crudele di quanto l’Europa sembri oggi in grado di comprendere.

Dopo l’atteso confronto con il presidente statunitense Donald Trump – un incontro che seppur con un’apparente iniziale titubanza Zelensky ha definito “buono”- il leader ucraino nel suo discorso ha riversato sull’Europa una eviente frustrazione verso un alleato che, a suo giudizio, “non sa ancora difendere sé stesso”.

“L’Europa resta un bellissimo ma frammentato caleidoscopio di piccole e medie potenze”, ha affermato Zelensky, sottolineando come troppo spesso “gli europei si rivoltino gli uni contro gli altri”. Un atteggiamento che, secondo il presidente ucraino, si traduce in infinite discussioni interne e in non detti che impediscono al continente di unirsi e di parlare con sufficiente franchezza per individuare soluzioni concrete. “Troppo spesso leader, partiti, movimenti e comunità si combattono a vicenda, invece di unirsi per fermare la Russia”, ha aggiunto il leader ucraino.

Secondo Zelensky, l’Unione europea avrebbe tutte le carte in regola per essere una “grande potenza”, tuttavia oggi “sembra ancora più una questione di geografia, storia, tradizione, non una vera forza politica”.

Tracciando un parallelismo tra l’immobilismo di Bruxelles e il pragmatismo di Washington, il leader ucraino ha avvertito che l’Europa non dovrebbe “degradarsi” con “ruoli secondari”, non quando esiste la possibilità di diventare insieme una grande potenza. Per riuscirci, ha sottolineato, servono armi e intraprendenza: senza questi due elementi, in un mondo in rapido cambiamento, nessuno potrà garantire la sicurezza del Vecchio Continente, nemmeno l’Alleanza Atlantica.

“La NATO esiste perché oggi si dà per scontato che gli Stati Uniti interverranno. Ma se gli Stati non dovessero intervenire, chi difenderebbe, per esempio, la Lituania”, si è chiesto Zelensky, sollecitando una maggiore assunzione di responsabilità da parte degli Stati europei e osservando che l’Alleanza, finora, non è mai stata realmente messa alla prova.

Il presidente ucraino aveva spiegato di non voler partecipare a Davos in assenza di un annuncio significativo. Tuttavia, chiamato direttamente da Trump, ha deciso di esserci.E di utilizzare il palcoscenico di Davos per scuotere un’Europa ancora soltanto “volenterosa”, troppo timida e, soprattutto, profondamente divisa al proprio interno.

Dopo l’incontro con il presidente Usa è stato comunque annunciato il primo incontro trilaterale tra Russia, Ucraina e Stati Uniti negli Emirati Arabi Uniti. (di Lorenzo Della Corte)

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