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Yoon incontra giovedì Kishida: rapporti Tokyo-Seoul verso il sereno

Dopo sblocco della vicenda del risarcimento a ex lavoratori forzati

Roma, 14 mar. (askanews) – Un vertice chiave per i rapporti bilaterali e gli assetti in Asia orientale sarà quello che si terrà dopodomani tra il presidente sudcoreano Yoon Suk-yeol e il primo ministro giapponese Fumio Kishida. I due leader discuteranno di come riportare i rapporti bilaterali su un binario di amicizia, come richiesto in particolare dall’Amministrazione Biden, dopo che Seoul ha fatto il passo di offrire una sofferta soluzione all’annosa vicenda dei risarcimenti per le vittime coreane del lavoro forzato durante il dominio coloniale nipponico (1910-1945).

Yoon e Kishida – secondo quanto ha fatto sapere oggi la presidenza sudcoreana – si incontreranno nel primo giorno della visita di stato di due giorni del presidente sudcoreano in Giappone. Il vertice sarà seguito da una cena.

“I due leader discuteranno delle misure per la normalizzazione per le relazioni complessive tra Corea del Sud e Giappone, compresa l’attuazione della soluzione alla questione della sentenza sul lavoro forzato”, ha detto il consigliere di sicurezza nazionale della presidenza sudcoreana Kim Sung-han durante una conferenza stampa ripresa dall’agenzia di stampa Yonhap. “Credo anche – ha proseguito – che ci sarà l’opportunità di parlare dei modi per eliminare le barriere politiche che ostacolano la cooperazione economica tra i due paesi”.

Le relazioni tra i due paesi sono particolarmente tesi da molti anni sia per una vertenza territoriale relativa alle isole Dokdo (in giapponese Takeshima), alla vicenda delle cosiddette “donne di conforto” sfruttate nei bordelli militari della Armata imperiale nipponica fino alla conclusione della seconda guerra mondiale e alla questione del lavoro forzato. Una forte battuta d’arresto è avvenuta nel 2018, quando la Corte suprema sudcoreana ha ordinato a due grandi compagnie nipponiche, la Nippon Steel e la Mitsubishi Heavy Industries, di risarcire una dozzina di vittime coreane sopravvissute del lavoro forzato.

La scorsa settimana, il governo sudcoreano ha annunciato che risarcirà le vittime attraverso una fondazione pubblica sostenuta da donazioni volontarie delle imprese sudcoreane, sollevando dall’obbligo le aziende giapponesi accusate, in quello che è visto come una dimostrazione del forte impegno di Yoon nel migliorare le relazioni bilaterali alla luce dello scenario internazionale molto instabile nella regione – programmi nucleare e missilistico nordcoreano, Taiwan, crescente potenza cinese – e della spinta americana ad allineare le posizioni dei suoi alleati regionali, Seoul e Tokyo appunto. La soluzione promossa da Yoon è fortemente osteggiata da organizzazioni di sostegno alle vittime, nonché dalle anziane vittime stesse, alcune delle quali hanno già firmato un documento per cercare di fermare l’operazione.

Il Giappone, dal canto suo, ritiene che tutte le riparazioni derivanti dal suo dominio coloniale siano state regolate dal trattato del 1965 con cui sono stati ristabiliti i rapporti bilaterali con la Corea del Sud.

In seguito alla sentenza del 2018, che ha portato al congelamento degli asset delle due imprese nipponiche, Tokyo ha reagito cancellando dalla “lista bianca” dei paesi con agevolazioni commerciali e ha imposto il bando ad alcune esportazioni di materiali-chiave per l’industria sudcoreana.

Vittima di questo scontro diplomatico, tra l’altro è stato anche l’Accordo sulla condivisione delle intelligence militari tra i due paesi, che è stato sospeso dal precedente presidente sudcoreano Moon Jae-in, suscitando la preoccupazione degli Stati uniti.

“Questa visita ha il significato di segnalare che il rapporto Corea del Sud-Giappone, che è stato teso fino ad ora, è entrato nella fase di normalizzazione sul serio”, ha detto Kim.

Il consigliere di Yoon ritiene inoltre che il climo migliorato tra Tokyo e Seoul abbia “naturalmente risolto da un punto di vista formale” il blocco della condivisione d’intelligence, anche perché di fatto già oggi questa sta “funzionando bene”. E, anche per quanto riguarda le restrizioni giapponesi, si andrà verso una “naturale soluzione”.

Yoon inizierà il suo viaggio incontrando i residenti coreani in Giappone, nella sua prima visita nipponica da quando è entrato in carica e la prima di un presidente sudcoreano in quasi quattro anni. L’ex presidente Moon Jae-in si recò Osaka nel 2019, ma in quel caso fu solo per partecipare a un vertice G20. L’ultima visita bilaterale è stata quella dell’ex presidente Lee Myung-bak nel dicembre 2011.

Venerdì, Yoon ha in programma di incontrare i membri dell’Unione parlamentare Corea-Giappone e del Comitato di cooperazione Corea-Giappone, tenere una tavola rotonda d’affari con i principali leader aziendali di entrambi i paesi e parlare con studenti universitari giapponesi e sudcoreani al’Università Keio.

La first lady Kim Keon Hee accompagnerà Yoon nel viaggio e parteciperà a vari eventi, tra cui un incontro con la moglie di Kishida, Yuko. “Attraverso il vertice e la cena, i due leader dovrebbero affermare l’un l’altro il loro impegno a sviluppare le relazioni bilaterali costruendo la fiducia personale tra di loro”, ha detto ancora Kim. “La costruzione della fiducia tra il presidente Yoon e il primo ministro Kishida – ha detto ancora – dovrebbe avere un impatto positivo sull’amicizia e sugli scambi tra i popoli dei due paesi in futuro”.

Yoon e Kishida hanno tenuto vertici bilaterali a margine di riunioni multilaterali. Si sono incontrati durante l’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York a settembre e di nuovo durante un incontro guidato dalle nazioni del sud-est asiatico in Cambogia a novembre.

Martedì scorso, l’agenzia di stampa giapponese Kyodo ha riferito che Kishida sta valutando la possibilità di visitare la Corea del Sud dopo aver ospitato il vertice del G7 (G-7) a Hiroshima tra il 19 e il 21 maggio. I media giapponesi hanno anche sostenuto che il primo ministro giapponese sta meditando d’invitare Yoon al vertice del G7.

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