Le aziende denunciano lo stallo di Bruxelles sulle agevolazioni della Legge di Bilancio 2025. Con le tariffe ferme da 14 anni e i costi alle stelle, il silenzio della UE mette a rischio i bilanci aziendali e la tenuta delle strutture
La crisi della sanità privata accreditata in Campania si fa sempre più drammatica e assume i contorni di una vera e propria corsa contro il tempo.
La questione centrale riguarda le agevolazioni contributive per le imprese del Mezzogiorno introdotte dalla Legge di Bilancio 2025 (Legge n. 207 del 30/12/2024).
Per le grandi aziende con oltre 250 dipendenti a tempo indeterminato, l’efficacia degli sgravi (previsti dall’art. 1, commi 413-421) è scattata ad aprile 2025, ma resta subordinata al parere favorevole della Commissione Europea sugli aiuti di Stato, ai sensi dell’art. 108, par. 3, del TFUE.
Ad oggi, tuttavia, da Bruxelles non è giunta alcuna comunicazione ufficiale. Questo prolungato silenzio sta generando una situazione di totale incertezza per i datori di lavoro del comparto.
Il fattore tempo è ormai cruciale: le aziende si trovano nel pieno dell’imminente chiusura e definizione dei bilanci aziendali relativi all’esercizio 2025, documenti nei quali sarebbe vitale poter valutare e contabilizzare l’impatto economico positivo e i benefici derivanti da tali sgravi, una paralisi burocratica che rischia di mandare in fumo i bilanci delle strutture sanitarie del Mezzogiorno.
Se la sofferenza del settore ospedaliero privato è diffusa su scala nazionale, nel Mezzogiorno – e in particolare in Campania – la situazione è esplosiva.
Le aziende del territorio si trovano a operare in condizioni di oggettiva e strutturale difficoltà, costrette a erogare prestazioni sanitarie essenziali per i cittadini con tariffe di rimborso ferme al palo da circa 14 anni.
Si tratta di un immobilismo tariffario inconcepibile se parametrato al costante e pesante incremento dei costi di gestione che ha investito le strutture nel periodo post-pandemico.
La tempestiva approvazione delle agevolazioni da parte della Commissione Europea rappresenterebbe l’unico sostegno concreto e immediato per garantire la tenuta e la sopravvivenza stessa del sistema ospedaliero privato accreditato campano.
La stabilità economica di un intero comparto e, di conseguenza, la continuità del diritto alla salute per migliaia di cittadini campani sono appese alla decisione di Bruxelles.
