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Sandrin (L&G): venti di crisi? Nervi saldi, in primis su equity

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Occasioni da investimenti sull’acqua e attenzione ai global brand

Milano, 16 apr. (askanews) – Dopo mesi di indici record fatti registrare dalle borse statunitensi ed europee, lo scenario finanziario globale è radicalmente cambiato con l’arrivo della “Trump economy” e il suo portato di incertezza, tra dazi introdotti e tolti, e paventati rischi di recessione. Uno scenario complesso che disorienta e preoccupa gli investitori come spiega Giancarlo Sandrin della società internazionale di servizi finanziari e gestione patrimoniale L&G.”In questo momento stiamo assistendo ad una fortissima volatilità sui mercati finanziari. Da una parte abbiamo un mercato azionario in forte crisi a livello globale, quindi non soltanto sulla componente americana ma anche su quella europea. Dall’altra parte c’è il dubbio sul dollaro, quindi sul fatto che possa continuare ad essere considerato una valuta di riserva. E questo lo stiamo anche notando sulla componente treasury, quindi sulla componente obbligazionaria americana. Una situazione di forte volatilità” ha affermato Sandrin, Deputy Head of Wholesale Distribution Europe di L&G, aggiungendo che “quello che noi diciamo è di mantenere comunque i nervi saldi, quantomeno sulla componente equity. Noi stessi ci manteniamo neutrali sul mercato azionario, mentre su quello obbligazionario quello che privilegiamo è la parte governativa, perché da un lato il rischio di un potenziale aumento dei tassi e di una potenziale crisi ulteriore economica potrebbe essere più difficilmente sopportabile da alcune aziende”.Per quanto riguarda le opportunità derivanti dagli investimenti nelle materie prime, c’è quello dell’acqua, a fronte della crescita esponenziale, a partire dal 2017, del consumo idrico per raffreddare i data center, in particolare per l’Intelligenza Artificiale, ma anche per la produzione di semiconduttori. “Il tema dell’acqua, ‘clean water’, è un tema importante per vari motivi” ha proseguito Giancarlo Sandrin, aggiungendo che “da un lato sappiamo che c’è sempre più scarsità di acqua utilizzabile sia per l’alimentazione sia anche per la parte industriale, e questo comporta una maggior domanda da parte sia dei governi ma anche dell’industria stessa di avere più accesso ad acqua potabile. Questo – ha spiegato – significa avere più infrastrutture che possano depurare l’acqua, quindi tutti i sistemi di trattamento dell’acqua sono per noi il futuro nell’industria water, e poi anche tutta la parte di infrastrutture, quindi il miglioramento della distribuzione dell’acqua. Quindi da una parte dall’uso civile e dall’altra parte un utilizzo industriale, che sempre di più vediamo anche per quanto riguarda la produzione di energia, quindi il raffreddamento degli impianti di produzione dell’energia elettrica, ma anche sempre di più sulla parte di data center, quindi il raffreddamento di data center, e anche nella produzione di componentistica elettronica che hanno sempre più bisogno di acqua per la produzione”.Un altro tema importante è quello che riguarda i global brand e il cosiddetto “intangible asset”, l’extravalore generato dalle società “large cap”. “In un contesto di forte incertezza, di forte crisi, riteniamo che le grandi società, le società che hanno i brand maggiori, questi global brand, possono essere un strumento interessante da guardare in questo momento perché le società grazie alla potenza del proprio brand possono far fronte a quello che è una riduzione generalizzata della domanda da parte dei consumatori” ha chiarito il manager, concludendo che “sappiamo che i grandi brand tendenzialmente hanno maggior fidelizzazione da parte della propria clientela e dall’altro sostanzialmente stiamo parlando di società con le spalle larghe, quindi, potenzialmente, più preparate anche a far fronte a situazioni di crisi generalizzata a livello globale”.

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