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Ponte sullo Stretto, Salvini: “Non è un capriccio mio o del governo, lo chiede la Ue”

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PALERMO – “La realizzazione del ponte sullo Stretto non è un capriccio del ministro Salvini o del governo, è una priorità per la stessa Unione europea”. Così il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini nel corso del question time alla Camera, rispondendo ad una interrogazione a firma di Avs sul progetto del Ponte. “Nella consapevolezza che il ponte sullo Stretto è un’opera che l’intera Ue ci chiede di realizzare – ha aggiunto -, l’intero governo è al lavoro sui primi rilievi della Corte dei conti”. Salvini ha quindi spiegato che i rilievi dei giudici contabili sono di tre tipi: “Alcuni attengono alle interlocuzioni con la Commissione europea, che si sono svolte sempre in uno spirito di leale collaborazione e che stanno proseguendo in questi giorni (sia stasera che domattina sarò al Consiglio europeo dei trasporti a Bruxelles); altri – ancora Salvini – attengono le procedure amministrative poste in essere per l’adozione della ingente mole di documenti necessari per la delibera Cipe, e su questo sono in corso approfondimenti tecnici, e non politici, per comprendere come integrare al meglio il corposo apparato documentale già disponibile; e ci sono, infine, aspetti di merito che riguardano la procedura scelta per la realizzazione dell’opera”.

SALVINI: SU COSTI STESSE NORME CONTRATTUALI DI ALTRE OPERE

“Non procedere con una nuova gara per la realizzazione del ponte sullo Stretto non è una scelta di convenienza ma di buonsenso, fondata su uno studio accurato di tutte le carte”, ha spiegato il ministro delle Infrastrutture. “Il diritto europeo circoscrive ma non vieta le modifiche al contratto volte ad adeguare il prezzo di un appalto nel corso del tempo – ha chiarito Salvini -. Modifiche che, come accaduto per tutte le opere pubbliche italiane, specie considerato l’aumento dei prezzi registrato nel 2022 e nel 2023, sono necessarie per garantire l’equilibrio contrattuale”. Da qui le conclusioni: “Non si chiedono deroghe o interpretazioni strampalate, si propone di applicare al Ponte le stesse regole che oggi stiamo applicando ad altre opere del Pnrr, al Terzo Valico, alla Tavm, al Brennero e al Tunnel del Tenda”.

SALVINI: IN CASO BLOCCO LAVORI PENALE AL 4%

“L’obiettivo è verificare ogni aspetto di quelli sollevati nella convinzione che si tratti di rilievi suscettibili di chiarimento”, ha poi spiegato Salvini. “Sulla Vinca (Valutazione d’incidenza ambientale, ndr) ribadisco che tutti gli aspetti richiesti dalla direttiva europea sono debitamente riportati nei formulari e nei documenti trasmessi alla Commissione europea – ancora Salvini -. Sugli atti aggiuntivi e i contratti con il contraente generale e gli altri affidatari, confermo che tali contratti riprenderanno efficacia solo dopo la registrazione della Corte dei conti. La penale in caso di blocco dei lavori sarebbe del 4% dei lavori non eseguiti: si tratta della metà del valore, che è l’8%, previsto dal Codice degli appalti – ha spiegato il ministro delle Infrastrutture -. Sono previste, inoltre, anche specifiche penali a carico del contraente generale, qualora non rispettasse gli impegni. Insomma – ha aggiunto Salvini – regole chiare, responsabilità precise e garanzie forti per tutelare cittadini e interesse pubblico”. E infine, il ministro delle Infrastrutture ha aggiunto: “Ferma restando la determinazione a proseguire il progetto del Ponte, voglio chiarire che la realizzazione di quest’opera sarà il più forte volano per gli altri interventi che sono attualmente in corso in Sicilia e in Calabria”.

SALVINI: SERVE ALL’ITALIA E NON A ME

“Il ponte sullo Stretto porterà sviluppo, lavoro, meno traffico e meno inquinamento: è una infrastruttura che serve all’Italia e non a Salvini. Farò di tutto perché l’Italia ce l’abbia”, ha spiegato il leader della Lega.

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