ROMA – Gli Ordini professionali dei fisioterapisti del Lazio e dei Farmacisti di Roma, insieme a Federfarma Roma e Assofarm Roma, venerdì mattina hanno presentato in Consiglio regionale il progetto sperimentale ‘Il fisioterapista nella farmacia’. “Ora è giunta notizia- si legge in una nota- di una diffida da parte di Uap, l’Unione che raccoglie ambulatori e poliambulatori privati, alla Regione Lazio, peraltro non coinvolta nella sottoscrizione del progetto. Sarebbe sempre buona cosa che chi usufruisce di fondi pubblici per l’erogazione di prestazioni sanitarie avesse l’accortezza, prima di avventurarsi in diffide, di approfondire o anche semplicemente leggere norme e atti, e chi vanta ruoli di rappresentanza abbia consapevolezza che gli Ordini professionali sono enti pubblici sussidiari dello Stato e hanno come prima finalità la tutela della salute individuale e collettiva”.Una durissima reazione alla notizia di una diffida è stata espressa quindi da parte degli Ordini professionali dei fisioterapisti del Lazio, insieme all’Ordine dei farmacisti di Roma, Federfarma e Assofarm Roma.
OFI LAZIO: “PRONTI A CONTRO DIFFIDA”
La presidente di Ofi Lazio, Annamaria Servadio, “ha incaricato i legali dell’Ordine di procedere a una contro diffida e a una segnalazione alla Procura della Repubblica per le affermazioni lesive e destituite da fondamento, oggi rese note a mezzo stampa dalla presidente della Uap, Mariastella Giorlandino. Il quadro normativo fin dal 2010 abilita il fisioterapista all’attività professionale nelle farmacie e il Consiglio di Stato, con la sentenza numero 111/2021 ha precisato che il fisioterapista può svolgere la propria attività professionale in farmacia. Peraltro, la semplice lettura degli atti pubblicati sul sito dell’Ofi Lazio e presentati pubblicamente avrebbe consentito di comprendere il ruolo che i fisioterapisti sono chiamati a svolgere nelle farmacie, nell’ambito del progetto. La scelta da parte dell’Ordine di un progetto sperimentale è tesa anche a dare trasparenza e garanzia di appropriatezza e qualità dei professionisti. Parallelamente, Ofi Lazio, nell’ambito del progetto ‘Fisioterapista in Ordine’, sta avviando una serie di verifiche a tappetto sull’appropriatezza, qualità e tipologia di chi somministra terapie riabilitative nei centri privati regionali”.La presidente Servadio ha voluto ribadire che “compito dell’Ordine è quello non solo di tutelare i fisioterapisti rispetto a rischi di esercizio abusivo, ma soprattutto far sì che le prestazioni fisioterapiche siano sempre rese da professionisti iscritti all’Ordine nell’interesse esclusivo del cittadino”.
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