Istituzioni e imprese insieme per costruire il “dopo”
NAPOLI – Costruire opportunità concrete di formazione e occupazione per accompagnare i giovani oltre il percorso giudiziario. È stato questo il tema centrale del forum «Nisida… e poi? – Dal percorso alla vita», svoltosi presso il CEuS dell’Istituto Penale per i Minorenni di Nisida.
L’iniziativa, promossa dall’Associazione Scugnizzi e dal Consiglio Provinciale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Napoli, ha riunito rappresentanti della giustizia minorile, delle istituzioni, delle professioni e del mondo imprenditoriale per affrontare una delle fasi più delicate del reinserimento: quella successiva alla conclusione della pena o della messa alla prova.
Durante il periodo trascorso nell’Istituto, infatti, i ragazzi possono contare sul sostegno di educatori, assistenti sociali, laboratori e attività formative.
Al termine del percorso, però, l’assenza di una rete, di un’occupazione e di prospettive concrete può aumentare il rischio di ricadere nella devianza. Dal confronto è emersa quindi la necessità di garantire continuità all’accompagnamento, trasformando la formazione ricevuta in una reale possibilità di autonomia.
«Non basta dire a un ragazzo che deve cambiare: bisogna metterlo nelle condizioni di poterlo fare», ha affermato Antonio Franco, presidente dell’Associazione Scugnizzi. «Da anni lavoriamo affinché le opportunità non si esauriscano con la conclusione del percorso giudiziario.
Attraverso i nostri progetti, la formazione è diventata esperienza professionale e, successivamente, occasione di lavoro. Oltre cento giovani oggi sono occupati in Italia e all’estero e molti hanno avviato un’attività imprenditoriale. È la dimostrazione che un’opportunità concreta può interrompere il circuito della devianza».
Al tavolo hanno partecipato la Direzione dell’Istituto Penale per i Minorenni di Nisida, il Centro per la Giustizia Minorile della Campania, la Procura e il Tribunale per i Minorenni di Napoli e l’Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni. Presenti anche l’Inps, le associazioni datoriali, i Consulenti del Lavoro e i rappresentanti delle istituzioni territoriali.
Il confronto ha approfondito gli strumenti utili all’inserimento occupazionale, dai tirocini all’apprendistato, dagli incentivi alle assunzioni all’orientamento professionale.
Particolare rilievo hanno assunto le testimonianze degli imprenditori, dei ristoratori e degli artigiani che hanno scelto di assumere giovani provenienti da percorsi giudiziari, insieme ai racconti dei ragazzi che sono riusciti a costruire una nuova vita attraverso il lavoro.
«Come Consulenti del Lavoro abbiamo scelto di offrire il contributo che ci è proprio: tradurre le norme in assunzioni», ha sottolineato Francesco Duraccio, presidente del Consiglio Provinciale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Napoli.
«Il “dopo” di cui abbiamo parlato a Nisida significa formazione, contratto e impresa. Mettere la competenza tecnica al servizio delle persone più fragili rappresenta il modo in cui interpretiamo la funzione pubblica della professione.
Il nostro compito è accompagnare le aziende passo dopo passo, affinché nessuno debba affrontare da solo un percorso che costituisce, prima di tutto, un atto di fiducia».
Il forum ha confermato che il reinserimento non può essere affidato a singoli interventi, ma richiede un’alleanza stabile tra giustizia minorile, istituzioni, professionisti e sistema produttivo.
Il lavoro diventa così non soltanto una fonte di reddito, ma uno strumento di dignità, responsabilità e prevenzione della recidiva, capace di offrire ai giovani una prospettiva concreta oltre Nisida.
