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Mps-Mediobanca, titoli ancora giù: domani su tavolo dei cda il concambio

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Milano, 9 mar. (askanews) – Mps e Mediobanca sotto i riflettori in Borsa alla vigilia dei cda dei due istituti: sul tavolo la decisione sul concambio relativo al progetto di fusione per incorporazione, con conseguente delisting di Piazzetta Cuccia, previsto dal piano di aggregazione messo a punto dall’AD del Monte, Luigi Lovaglio. Mps ha chiuso in calo dell’1,66% a 7,045 euro, sui minimi dallo scorso ottobre, Mediobanca ha ceduto il 2,13% a 15,385 euro, livelli che non vedeva da aprile 2025.

Sui due titoli, sotto pressione nell’ultima settimana come l’intero settore bancario in scia all’escalation del conflitto in Medio Oriente, hanno pesato anche l’accoglienza fredda del mercato al piano di aggregazione presentato lo scorso 27 febbraio e le incognite dopo l’esclusione di Lovaglio dalla lista del cda per il rinnovo dei vertici, con la scelta del futuro Ceo che spetterà direttamente ai soci che in assemblea il 15 aprile decideranno tra Fabrizio Palermo, Corrado Passera e Carlo Vivaldi. A tal proposito, nella lettera inviata la scorsa settimana ai consiglieri di Mps e diffusa da alcuni organi di stampa, la Bce richiamava l’attenzione sulla nomina di un amministratore delegato con una “chiara autonomia di giudizio” e con una “rilevante esperienza bancaria”, alla luce “delle sfide del ruolo e della complessità” del nuovo gruppo. Nella stessa missiva, la Vigilanza sosteneva che il piano industriale approvato dal cda, in particolare in riferimento all’integrazione con Mediobanca, “non debba essere impattato da un possibile cambiamento nel ruolo dell’amministratore delegato”. Se, quindi, la strada della fusione e del delisting, salvo sorprese, pare segnata, l’integrazione del business spetterà però al nuovo Ceo e, secondo indiscrezioni, non è escluso che si possa cambiare qualche tassello della business combination.

L’offerta lanciata da Mps, chiusa lo scorso settembre con adesioni all’86,3%, prevedeva un concambio di 2,533 nuove azioni Mps per ogni azione Mediobanca, migliorata poi con una componente cash pari a 0,9 euro per azione. I due titoli dalla chiusura dell’Opas lo scorso settembre hanno perso valore, ma se la performance degli ultimi sei mesi per Mps è stata pari al -4,4%, quella dell’istituto milanese ha fatto segnare -21%.

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