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L’Ue verso la restrizione dell’accesso ai social media sotto i 13 anni

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Bruxelles, 13 lug. (askanews) – La Commissione europea proporrà dopo l’estate, con tutta probabilità, delle restrizioni d’uso dei social media online per i minori, articolate per fasce di età, con divieto assoluto di accesso agli schermi e dispositivi digitali per i bambini fino a due anni; l’accesso sarà consentito per un tempo limitato, e solo sotto la supervisione di genitori, insegnanti od operatori sanitari, fra i tre e i 13 anni. Queste restrizioni saranno armonizzate a livello Ue.

Per i teenager dai 13 ai 18 anni, invece, vi sarà un accesso graduale, con autonomia progressiva, ma solo se le piattaforme garantiranno di essere “progettate per essere sicure” (“safe by design”) e adattate in funzione dell’età degli utenti. Per quest’ultima fascia di età si prospetta anche la possibilità che siano prese misure restrittive nazionali diverse tra loro, lasciando che siano gli Stati membri a deciderle, adattandole alle diverse realtà.

E’ quanto è emerso dalla conferenza stampa, oggi a Bruxelles, sul rapporto finale del gruppo di esperti sulla Sicurezza online dei minori, istituito dalla Commissione europea proprio per disporre di un approccio scientifico sul quale basare la sua futura proposta legislativa in questo campo. Alla conferenza stampa hanno partecipato la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, e i due copresidenti del gruppo speciale di esperti, Maria Melchior, direttrice dell’Istituto nazionale francese per la Salute e la Ricerca medica (Inserm), e Joerg Fegert, direttore medico del Dipartimento di Psichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza, Psicosomatica e Psicoterapia dell’Ospedale universitario di Ulm, in Germania.

Il panel di esperti ha raccomandato esplicitamente l’armonizzazione, con misure legislative obbligatorie a livello Ue, delle restrizioni all’accesso autonomo ai social media per i minori sotto i 13 anni, al fine di offrire lo stesso livello di protezione a tutti i minori nell’Unione, a prescindere dal contesto socio-economico. L’armonizzazione Ue, inoltre, consentirà di facilitare la vigilanza e l’applicazione delle regole da parte delle autorità di regolamentazione nazionali ed europee, e di fornire un unico standard di conformità per le società tecnologiche e le piattaforme online.

E’ importante notare che gli esperti hanno parlato di accesso ai “social media plus” (o “social media +”), precisando che ci sono degli usi possibili delle piattaforme online, come i giochi o altre attività che mirano a rendere gli utenti dipendenti, che non sono classificabili come social media in senso stretto. “Abbiamo riunito questo gruppo di esperti – ha detto von der Leyen rispondendo ai giornalisti – appositamente per raccogliere le prove relative alla domanda su quale sia l’approccio migliore per affrontare i rischi e i danni” per i minori causati dall’accesso autonomo ai social media, come descritti nel rapporto. “Ora leggeremo attentamente il rapporto e lo discuteremo nel Collegio dei commissari, per poi presentare una proposta dopo l’estate”, ha annunciato.

“Credo sia importante – ha continuato la presidente della Commissione – ripetere quanto abbiamo appena sentito dagli esperti, perché i due copresidenti raccomandano restrizioni armonizzate a livello europeo per l’accesso ai social media per i minori di 13 anni. E credo che l’approccio che stanno promuovendo sia graduale: si inizia dai più piccoli, i bambini in età prescolare, senza accesso agli schermi, per poi passare ai bambini sotto i 13 anni, con accesso ai social media consentito solo sotto la supervisione di genitori, tutori, insegnanti e con un tempo limitato. E poi, dai 13 anni in poi, ed è molto importante, l’accesso sarà graduale, a seconda delle prove fornite dalle piattaforme, che siano adatte all’età e sicure per gli adolescenti. Quindi è responsabilità delle piattaforme dimostrarci che sono sicure e adatte all’età. Solo questo apre la strada all’accesso ai social media dopo i 13 anni. Personalmente – ha sottolineato von der Leyen -, trovo questo approccio molto convincente”.

Quanto alla possibile “frammentazione” nell’Ue causata dalle diverse misure nazionali che alcuni Stati membri stanno già prendendo per tutelare i minori, la presidente della Commissione ha osservato: “Credo che sia stato molto utile anche per questo lavoro (del panel di esperti, ndr) poter seguire i dibattiti nei diversi Stati membri, perché siamo di fronte a un cambiamento sociale e a una crescente consapevolezza dei rischi, su cui stiamo imparando cose nuove di ora in ora. La sicurezza dei bambini online è la nostra priorità assoluta, e sappiamo che i rischi per i bambini online sono enormi, e che non dipendono dai confini nazionali degli Stati membri”.

“Quindi – ha ribadito von der Leyen – credo sia fondamentale esaminare attentamente tutte le diverse proposte dei vari Stati membri, integrarle nel nostro lavoro, e poi elaborare una proposta, come spesso facciamo nell’Unione Europea, per armonizzare l’approccio e trovare una soluzione comune”.

“Ma la cosa importante – ha concluso – è che tutti dicono che è necessario regolamentare l’accesso delle piattaforme social ai nostri figli, stabilendo a che età e in quali momenti” possano accedere, “e quali siano i prerequisiti che le piattaforme devono dimostrare di rispettare, in termini di sicurezza e di contenuti adeguati all’età”.

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