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Iran, sale lo scontro con gli Usa, Rubio: gli alleati si mobilitino per Hormuz

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Roma, 20 lug. (askanews) – Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha invitato gli alleati di Washington a contribuire, con mezzi militari o risorse finanziarie alla navigazione nello Stretto di Hormuz, esortazione che rilancia la richiesta di aiuti attivi per la guerra contro l’Iran, al nono giorno consecutivo dei nuovi attacchi americani contro l’Iran, via via più intensi.

Secondo Rubio, Teheran sta cercando di usare il controllo del passaggio marittimo come leva nei confronti della Comunità internazionale. Gli Stati Uniti, ha affermato, continueranno a fare quanto necessario per garantire la sicurezza delle rotte commerciali, ma altri Paesi dovranno assumersi una parte maggiore dell’onere.

Il Comando centrale degli Stati Uniti, Centcom, ha annunciato nelle prime ore di lunedì una “nuova ondata” di raid finalizzati a ridurre la capacità di Teheran di colpire le navi commerciali nello Stretto di Hormuz. Il presidente Donald Trump ha dichiarato che gli ultimi attacchi hanno colpito l’Iran “molto duramente” e sono stati condotti in onore dei militari statunitensi uccisi negli ultimi giorni.

L’agenzia iraniana Tasnim ha riferito di esplosioni in diverse città, tra queste Tabriz, Chabahar, Konarak, Bandar Mahshahr e Bandar Imam Khomeini. L’Iran ha a sua volta annunciato attacchi con missili balistici e droni contro obiettivi americani nella regione. I Guardiani della Rivoluzione hanno affermato di avere preso di mira velivoli statunitensi all’aeroporto di Aqaba, in Giordania, basi militari in Kuwait e un quartier generale per operazioni speciali nell’area siriana di Al-Tanf.

Le sirene di allarme sono risuonate in Bahrain, mentre le forze armate kuwaitiane hanno riferito di avere intercettato droni nemici. Il governo del Kuwait ha inoltre denunciato un secondo attacco consecutivo contro un impianto di desalinizzazione: un colpo diretto contro infrastrutture civili essenziali, hanno sottolineato le autorità.

Al centro della crisi resta lo Stretto di Hormuz, corridoio cruciale a livello mondiale per il trasporto di petrolio e gas. I Guardiani della Rivoluzione sostengono che due petroliere sarebbero esplose e rimaste immobilizzate dopo avere tentato di attraversare una rotta meridionale ritenuta pericolosa. Non sono stati forniti i nomi delle navi, le bandiere battenti, il numero dei membri degli equipaggi né informazioni su eventuali vittime. Centcom ha contestato la ricostruzione iraniana e al momento non vi sonoconferme indipendenti.

Secondo i Guardiani della Rivoluzione islamica, lo stretto resterà insicuro finché continueranno gli attacchi americani. L’organizzazione ha avvertito che il passaggio non sarà sicuro per i prodotti petrolchimici né per il trasporto di petrolio e gas e ha prospettato una nuova “operazione punitiva”.I timori per la sicurezza della navigazione hanno ridotto il traffico nell’area. Dati citati da LSEG indicano che domenica soltanto quattro navi hanno attraversato lo stretto, rispetto alle otto del giorno precedente.

La nuova escalation segue il fallimento di un accordo preliminare di cessate il fuoco raggiunto un mese fa. Stati Uniti e Iran si accusano reciprocamente di averne violato ripetutamente le condizioni, mentre i negoziati per una tregua permanente non hanno prodotto risultati.

Rubio ha ribadito che Washington resta disponibile a una soluzione diplomatica, purché si tratti di un’intesa reale e rispettata dalle parti. Allo stesso tempo, ha precisato che gli attacchi americani proseguiranno finché l’Iran continuerà a colpire la navigazione commerciale internazionale.

Il bilancio delle perdite statunitensi è intanto aumentato. Dall’inizio del conflitto, secondo i dati diffusi dagli Stati Uniti, sono morti 17 militari americani e più di 420 sono rimasti feriti.

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