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Il ‘botox’ non serve solo ad apparire più belli: “Aiuto concreto contro l’emicrania cronica”

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ROMA – “La tossina botulinica, meglio conosciuta come ‘botox’, rappresenta un aiuto concreto contro l’emicrania cronica e altre patologie neurologiche. Al Centro per la cura delle Cefalee del Sant’Andrea è in uso già da qualche anno”.

A farlo sapere la dott.ssa Alessandra Spalloni, neurologa dell’Ospedale Sant’Andrea di Roma in forza al Centro Cefalee, e la dott.ssa Morena Giovannelli, neurologa e specialista in disturbi del movimento e spasticità sempre al Sant’Andrea, nel corso di una intervista rilasciata alla DiRE sul tema.

“Quando si parla di tossina botulinica si pensa prima di tutto alla medicina estetica. In realtà, in ambito neurologico- spiegano le esperte- si tratta di una terapia consolidata e sicura, utilizzata per il trattamento di diverse patologie, tra cui anche l’emicrania cronica”.

– Ma quando il mal di testa diventa emicrania cronica? “L’emicrania cronica non è un semplice mal di testa ricorrente. Parliamo invece di una forma cronica che provoca dolore per almeno 15 giorni al mese, per più mesi consecutivi- risponde la dottoressa Spalloni- È una condizione che può compromettere in modo significativo la vita personale, familiare e lavorativa di un paziente. Maggiormente diffusa tra le donne rispetto agli uomini, viene trattata in più modi: dagli anticorpi monoclonali ai gepanti sono diverse le soluzioni che per esempio nel nostro centro siamo in grado di offrire. La tossina botulinica rappresenta una terapia preventiva: non serve a bloccare il singolo attacco, ma a ridurre la frequenza e l’intensità degli episodi nel tempo”.

– In cosa consiste il trattamento con tossina botulinica? “Il trattamento prevede piccole iniezioni in specifici punti della testa e del collo, eseguite da specialisti del nostro Centro Cefalee. L’effetto non è immediato, ma progressivo- risponde ancora la neurologa Spalloni- molte persone riferiscono un miglioramento già dopo i primi cicli, con una significativa riduzione dei giorni di mal di testa e del ricorso ai farmaci antidolorifici. La terapia viene generalmente ripetuta ogni tre mesi ed è indicata nei pazienti che non hanno ottenuto benefici adeguati con altri trattamenti preventivi”.

– In quali altri ambiti si può usare la tossina botulinica? “Prima di tutto per la cura della Spasticità- fa sapere la dottoressa Giovannelli- una condizione caratterizzata da un aumento involontario del tono muscolare, che può comparire dopo patologie neurologiche come l’Ictus o la Sclerosi multipla. I muscoli risultano rigidi, difficili da muovere e talvolta dolorosi, con un impatto importante sulla mobilità e sull’autonomia della persona. In questo contesto, la tossina botulinica viene iniettata direttamente nei muscoli più coinvolti, con l’obiettivo di ridurre la contrazione e migliorare la funzionalità. Il beneficio è localizzato, temporaneo e consente di facilitare la fisioterapia, migliorare la postura e ridurre il dolore”.

– E ancora? “La tossina botulinica trova applicazione anche in altre condizioni neurologiche caratterizzate da un’eccessiva attività muscolare o ghiandolare- spiega ancora la neurologa Giovannelli- Nelle Distonia, disturbo del movimento di natura neurologica caratterizzato da contrazioni muscolari involontarie, sostenute o intermittenti che causano posture anomale e dolore, il trattamento riduce l’iperattività dei muscoli coinvolti. Nella Scialorrea, nota anche come ipersalivazione o ptialismo, aiuta a controllare l’eccessiva produzione di saliva; mentre nell’Iperidrosi permette di diminuire una sudorazione eccessiva che può compromettere la vita sociale e lavorativa. In tutti questi casi si tratta di un intervento mirato, temporaneo e personalizzabile, con l’obiettivo di migliorare il comfort e la qualità di vita del paziente”.

– Il ‘botox’, quindi, non aiuta solo ad apparire ‘più belli’? “Senza ombra di dubbio, si tratta di una terapia sicura e mirata. La tossina botulinica utilizzata in ambito medico deve essere somministrata in dosaggi controllati e da personale esperto. Il suo effetto è reversibile e limitato alle aree trattate. E soprattutto gli effetti collaterali sono generalmente lievi e transitori. In sintesi, il ‘botox’ rappresenta una vera e propria cura preventiva per migliorare a qualità della vita di chi soffre di emicrania cronica e di altre patologie neurologiche. Nonostante sia in uso da diversi anni, non sono molti in Italia i centri che la usano e soprattutto c’è ancora diffidenza da parte dei pazienti. Ma quando l’emicrania non lascia scampo- conclude infine la dottoressa Spalloni- si arrendono anche loro…”.
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