Roma, 17 giu. (askanews) – Nel cuore del dibattito che sta ridefinendo il futuro digitale dell’Europa, tra sovranità tecnologica, autonomia strategica e attuazione dell’AI Act, emerge dall’Italia una visione innovativa destinata a segnare una svolta nel rapporto tra cittadini e Intelligenza Artificiale. A portarla sulla scena europea – si legge in un comunicato – è stato Gualtiero Carraro, esperto di IA, intervenuto a EuropCom 2026, il più importante appuntamento continentale dedicato alla comunicazione istituzionale, svoltosi a Bruxelles e promosso dalle istituzioni europee.
Il workshop “Beyond Big Tech: Designing Europe’s Digital Future” ha riunito alcuni tra i principali protagonisti dell’innovazione e della comunicazione pubblica europea per affrontare una delle questioni più strategiche del nostro tempo: come costruire un ecosistema digitale europeo indipendente, etico e competitivo.
Ad aprire il confronto è stato Adalbert Jahnz, responsabile dei social media della Commissione Europea, che ha sottolineato la necessità di sviluppare un autentico “digital kit europeo”, capace di offrire strumenti autonomi rispetto alle piattaforme delle Big Tech e progettati specificamente per le esigenze delle istituzioni pubbliche e dell’informazione.
Dalla tecnologia alla consapevolezza: la sfida dell’AI Literacy. Nel suo intervento, Carraro ha presentato una piattaforma innovativa dedicata all’AI Literacy, concepita per supportare su larga scala la formazione di istituzioni, imprese, scuole e cittadini nell’era dell’Intelligenza Artificiale. “Per la prima volta nella storia dell’innovazione digitale non siamo chiamati semplicemente ad adottare una tecnologia. L’Europa, attraverso l’AI Act, ci chiede di comprenderla prima di utilizzarla. È una svolta culturale prima ancora che tecnologica”, ha dichiarato.
“Abbiamo vissuto vent’anni di trasformazione digitale senza strumenti sufficienti di consapevolezza critica. Oggi stiamo pagando il prezzo di quell’approccio. Con l’Intelligenza Artificiale abbiamo finalmente l’opportunità di invertire la rotta e mettere la cultura prima della tecnologia”.
Un messaggio che si inserisce pienamente nello spirito dell’AI Act europeo, il primo quadro normativo al mondo che pone la formazione e la consapevolezza tra i pilastri dello sviluppo tecnologico.
Nasce il social network europeo che mette al centro i cittadini. Nel corso del dibattito, Anna Zeiter, CEO della piattaforma europea “W”, ha presentato il nuovo social network europeo attualmente in fase di rilascio. La piattaforma – prosgeue la nota – nasce per offrire un’alternativa alle grandi piattaforme globali, ponendo al centro la tutela della privacy, la protezione dei dati personali e i diritti fondamentali dei cittadini europei, nel quadro della strategia dell’Unione per l’autonomia digitale.
Ai city: la prima città virtuale per capire l’intelligenza artificiale. Tra i progetti che hanno suscitato maggiore interesse a Bruxelles spicca AI City, la città virtuale immersiva ideata da Carraro, in cui cittadini, studenti, professionisti e amministratori possono esplorare concretamente opportunità, rischi, diritti e responsabilità legati all’uso dell’Intelligenza Artificiale. “La democrazia non può permettersi cittadini spettatori di fronte all’Intelligenza Artificiale. Dobbiamo renderla visibile, comprensibile e discutibile”. Attraverso piazze, scuole, municipi, ospedali, abitazioni e luoghi di lavoro virtuali, AI City permette di sperimentare scenari reali e di sviluppare competenze critiche e consapevolezza civica, in una cultura dell’innovazione fondata su principi etici, giuridici e democratici.
Homo extensus: il futuro dell’uomo nell’era dell’AI. Lo sguardo di Carraro si è poi spinto oltre il tema dell’alfabetizzazione digitale, affrontando una questione ancora più profonda: il futuro dell’intelligenza umana nell’epoca dell’Intelligenza Artificiale. In questa prospettiva è stato presentato “Homo Extensus”, AI Book disponibile gratuitamente online, dedicato al concetto di Intelligenza Estesa, una nuova visione della relazione tra esseri umani e sistemi intelligenti. “La vera competizione del futuro non sarà tra intelligenze artificiali, ma tra persone capaci o incapaci di collaborare con esse. L’AI diventerà progressivamente privata, personale e accessibile. Il fattore decisivo non sarà più il possesso della tecnologia, ma la qualità delle competenze umane nel governarla”.
Dall’Italia una visione per la sovranità digitale europea. In questo scenario, l’Italia propone un modello che mette al centro la formazione, la comprensione critica e il potenziamento delle capacità umane, trasformando l’Intelligenza Artificiale da semplice tecnologia a strumento di cittadinanza consapevole: una visione, sottolinea Carraro, fondata sulla diffusione delle competenze e sulla partecipazione consapevole dei cittadini. “Le iniziative del sottosegretario Butti e gli investimenti sulla formazione promossi dal ministro Valditara mostrano che l’Italia sta iniziando ad affrontare l’Intelligenza Artificiale non solo come una sfida tecnologica, ma come una grande sfida culturale. Siamo tutti coinvolti in questo percorso: istituzioni, scuole, imprese e cittadini. Solo attraverso competenze diffuse e consapevolezza potremo trasformare l’IA in un’opportunità di crescita per l’intero Paese”, ha concluso Carraro.
