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Ecco il testo del pre-accordo Usa-Iran. Spoiler: gli Stati Uniti hanno perso la guerra

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ROMA – Quattordici punti. Un memorandum trapelato, pubblicato da Bloomberg, dalla tv saudita e infine rimbalzato su tutta la stampa mondiale. Il testo del pre-accordo che dovrebbe trasformare il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran in qualcosa di più strutturato. La bozza – sempre che sia confermata, e comunque ancora modificabile nei dettagli di forma – dovrebbe trovare conferma nel testo ufficiale che secondo Vance sarà pubblicato venerdì, giorno della firma in Svizzera. Spoiler: il testo sancisce una palese “vittoria” iraniana del conflitto.

1. Fine immediata e permanente della guerra su tutti i fronti, Libano compreso. È già la prima concessione significativa: Teheran aveva sempre condizionato qualsiasi accordo con Washington alla situazione libanese. Netanyahu ha già fatto sapere che non intende fermare le operazioni contro Hezbollah. Come si risolverà la contraddizione, il memorandum non lo dice.2. Rispetto reciproco di sovranità e integrità territoriale, senza interferenze negli affari interni dell’altro.3. Accordo definitivo entro 60 giorni, prorogabile solo con consenso bilaterale.4. Gli Stati Uniti revocano il blocco navale entro 30 giorni e ritirano le proprie forze dall’area entro 30 giorni dalla firma dell’accordo finale.5. L’Iran rimuove gli ostacoli tecnici e bonifica le mine di propria competenza entro 30 giorni, riportando il traffico nello stretto ai livelli pre-guerra.6. Piano di ricostruzione e sviluppo economico dell’Iran da almeno 300 miliardi di dollari, finanziato dagli Stati Uniti insieme ai partner regionali. Non si tratta formalmente di risarcimenti di guerra, ma ci assomigliano molto.7. Revoca di tutte le sanzioni – ONU, AIEA, misure unilaterali americane primarie e secondarie – secondo tempistiche da definire nell’accordo finale. Gli Stati Uniti rinuncerebbero così a ogni strumento di pressione economica accumulato in decenni, proprio quello che aveva rappresentato il principale punto di debolezza del regime anche sul fronte interno.8. L’Iran ribadisce che non produrrà mai armi nucleari. È una promessa che Teheran ha sempre fatto e di cui Washington però non si è mai fidata. Il memorandum non specifica se il programma sarà sottoposto a monitoraggio indipendente.9. Status quo nucleare congelato fino all’accordo finale: l’Iran sospende ogni avanzamento del programma, gli Stati Uniti non impongono nuove sanzioni né rafforzano il dispositivo militare nella regione.10. Deroghe immediate all’export di petrolio, prodotti petrolchimici e servizi collegati (bancari, assicurativi, di trasporto) subito dopo la firma.11. Sblocco progressivo dei fondi iraniani congelati all’estero: una cifra stimata tra 25 e 100 miliardi di dollari, utilizzabili dalla Banca centrale iraniana senza vincoli di destinazione.12. Meccanismo di vigilanza sull’attuazione dell’accordo finale e sul rispetto degli impegni nel tempo.13. I negoziati sull’accordo definitivo partiranno solo dopo aver ricevuto garanzie sull’avvio concreto dei punti 4, 5, 10 e 11.14. L’accordo finale dovrà essere approvato con una risoluzione vincolante del Consiglio di Sicurezza dell’ONU.

Riassumendo, gli Stati Uniti ottengono la riapertura di uno stretto che era già aperto prima della guerra e la riconferma di una promessa che il regime ha sempre fatto. Non c’è traccia invece delle due condizioni che l’amministrazione Trump aveva definito imprescindibili: limitazioni al programma missilistico iraniano e ai finanziamenti alle milizie alleate in Medio Oriente.

L’Iran invece esce dal conflitto con le sanzioni revocate, i fondi sbloccati, un piano di ricostruzione da 300 miliardi e il programma nucleare intatto. Un regime che i bombardamenti americani e israeliani avevano indebolito militarmente potrebbe ritrovarsi, a trattativa conclusa, più stabile di prima.
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