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Caro energia, Giorgetti: “Grave pensare di passare per una stretta monetaria”

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ROMA – La crisi in Medio Oriente riaccende l’allarme sul fronte energetico. Nelle ultime ore il petrolio è tornato sopra i 100 dollari al barile, mentre il gas europeo è salito ai livelli più alti dal 2022, alimentando i timori di un nuovo shock sui prezzi dell’energia.

A pesare sui mercati sono soprattutto le tensioni nell’area del Golfo e le difficoltà di navigazione nello Stretto di Hormuz, uno dei passaggi strategici per il trasporto mondiale di petrolio e gas. L’eventuale riduzione dei flussi energetici attraverso questo snodo potrebbe avere effetti immediati sui mercati internazionali.

IL RISCHIO DI UNA NUOVA FIAMMATA DEI PREZZI

Sul tema è intervenuto anche il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che dal G7 Finance ha invitato a non dimenticare la lezione della guerra in Ucraina.

“Il rischio economico è di nuovo la fiammata provocata dall’aumento dei prezzi dell’energia e sarebbe grave pensare che la soluzione possa passare per una stretta monetaria”, ha scritto il ministro in un post pubblicato sui social dal Mef.

Il timore, condiviso da diversi governi europei, è che una nuova impennata dei prezzi energetici possa frenare la crescita e alimentare ulteriormente le pressioni inflazionistiche. Se la crisi in Medio Oriente dovesse prolungarsi, il caro energia potrebbe tornare rapidamente al centro dell’agenda economica internazionale.

I TIMORI PER BOLLETTE E CARBURANTI

L’aumento delle quotazioni del greggio e del gas rischia di tradursi rapidamente in nuove pressioni su bollette, carburanti e inflazione. In diverse aree del Paese si registrano già i primi rincari dei prezzi della benzina, segnale di un possibile effetto a catena sui costi dell’energia per famiglie e imprese.

Gli operatori del settore osservano con attenzione l’evoluzione della crisi, mentre sui mercati internazionali cresce la preoccupazione per un possibile prolungamento delle tensioni nella regione.
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo https://www.dire.it

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