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Bombe contro la casa del sindaco Mamdani a New York: arrestati due giovani “ispirati dall’Isis”. A Liegi esplosioni fuori dalla Sinagoga

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ROMA – New York ripiomba nell’incubo del terrorismo internazionale, dopo l’arresto di due giovani di 18 e 19 anni accusati di aver utilizzato un’arma di distruzione di massa e di aver agito perché “ispirati dall’Isis”.

I FATTI

Secondo il tribunale sono responsabili di aver lanciato due bombe artigianali durante una manifestazione di protesta anti-Iran che si è tenuta sabato scorso, 7 marzo, vicino all’abitazione del sindaco di New York, Zohran Mamdani. E ora dovranno rispondere di accuse pesantissime: aver usato un’arma di distruzione di massa e di aver fornito supporto materiale a un’organizzazione terroristica. L’Fbi ha avviato un’indagine per terrorismo nei loro confronti.

I DUE ARRESTATI, CHI SONO

Emir Balat, 18 anni, e Ibrahim Kayumi, 19 anni, secondo quanto riportato dalla Cnn, sono accusati anche di trasporto di materiale esplosivo, possesso illegale di dispositivi distruttivi e trasporto e ricezione interstatale di esplosivi, secondo una denuncia penale depositata presso un tribunale federale. A incastrare, in particolare uno dei due, sono alcune riprese della bodycam che mostrano come, mentre Kayumi veniva fatto salire su un veicolo della polizia di New York, dopo l’arresto, lui stesso abbia motivato l’azione, rispondendo a chi tra la folla chiedesse perché lo avesse fatto: “Ha risposto Isis”, ha infatti riferito il commissario della polizia di New York Jessica Tisch in una conferenza stampa di oggi, lunedì 9 marzo. Non solo: Kayumi ha inoltre dichiarato di aver guardato la propaganda dell’Isis sul suo cellulare e ha ammesso che “le sue azioni erano state in parte ispirate dall’ISIS”, ha affermato Tisch. Non si discostano di molto le dichiarazione del’altro arrestato, Balat infatti ha sostenuto: “Questa non è una religione che si limita a parlare del nome benedetto del Profeta. Noi agiamo… Se non l’ho fatto io, verrà qualcun altro a farlo”, ha aggiunto. Secondo quanto riportato nel documento del tribunale, Balat ha anche dichiarato alle autorità di aver giurato fedeltà al gruppo estremista.

IN BELGIO ESPLODE UN ORDIGNO FUORI DALLA SINAGOGA DI LIEGI

Dagli Stati uniti all’Europa, si è registrato un altro possibile attentato terrorista in Belgio. A Liegi infatti, come riporta l’emittente pubblica francofona RTBF, si è avuta una forte esplosione fuori dalla sinagoga per cui la procura federale ha aperto un’inchiesta che sta valutando l’ipotesi terrorismo. L’esplosione si è verificata poco prima delle 4 del mattino davanti alla sinagoga di Rue Léon Frédéricq a Liegi. Il Ministro dell’Interno Bernard Quintin ha denunciato l’accaduto come “un abietto atto antisemita”. Secondo le informazioni raccolte dall’emittente belga,, l’ordigno utilizzato era un esplosivo artigianale, costruito in modo molto rudimentale, con il ricorso di petardi.
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